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| presso Gleise |
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| Presso Gleise |
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| L'imbocco della strada militare Pramand |
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| Foto di rito sul tetto del Forte Foens |
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| Foto di rito sul tetto del Forte Foens |
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| Foto di rito al Forte Foens |
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| Uno dei single track della discesa |
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| presso Gleise |
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| Presso Gleise |
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| L'imbocco della strada militare Pramand |
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| Foto di rito sul tetto del Forte Foens |
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| Foto di rito sul tetto del Forte Foens |
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| Foto di rito al Forte Foens |
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| Uno dei single track della discesa |
Itinerario classicissimo e pianificato da tempo sulle strade militari d'alta quota di Bardonecchia, percorse tantissime volte in MTB, qualche volte con il fuoristrada e oggi in sella alla mia Honda XL vecchia di 44 anni.
Partenza con qualche ritardo per la pioggerellina delle 6 e qualche pensiero: dal meteo avverso che trasforma le sterrate in rivoli di fango, a possibili guasti meccanici.
La partenza comunque molto presto mi ha consentito di percorrere buona parte dell'itinerario prima del transito dei tantissimi mezzo motorizzati venuti come di consueto da mezza Europa.
L'anello parte da Bardonecchia, direzione Gleise con salita al Forte Fornes. Da qui salita sullo Jafferau, discesa al bivio della strada militare Fenils Pramand, attraversamento della galleria, transito al colletto Pramand e discesa lungo la strada sterrata a Salbertrand, con rientro in statale a Bardonecchia.
Giro di due giorni con i Galli nella Valle Pellice, con notte in rifugio. Un anello noto e ben segnalato che consente di visitare o passare nei pressi di 4 rifugi, per questo molto frequentato sia a piedi che in bici.
Interessante dal punto di vista paesaggistico, e anche soddisfacente come traguardo, sebbene non il top in quanto a discese: a parte alcuni tratti, ben pochi single track e molta strada bianca. Ma era la voglia di stare insieme e fare una esperienza collettiva ad animare questa uscita di gruppo.
Non e' facile rendere con parole le emozioni che si provano in un weekend intenso e dedicato esclusivamente alla pratica della mountain bike e al tempo trascorso con persone con cui si condivide molto, ma e' qualcosa che si avvicina alla mia idea di felicita' e di benessere fisico, emotivo e spirituale. Una somma di momenti vissuti insieme che diventano ricordi.
Il resto, tutto il resto -- gli aspetti tecnici, qualche difficolta', la fatica -- passa in secondo piano e sfugge dai ricordi, per lasciare lo spazio ad immagini che fanno stare bene anche a distanza.
Solo una nota tecnica a margine. Dal rifugio Barant, che si raggiunge salendo la lunga (ed ostile) strada militare Barant per quasi 1700 m di dislivello, esiste la possibilita' di scendere dal vecchio tracciato militare Autagna, descritto da un local come un single track da 1400 m di dislivello negativo. Per la prossima volta.
Giorno 1
| Start Location | Bobbio Pellice, Piemonte, Italia |
| Trail Type | Point-to-point |
| Date | 18 July 2026 |
| Distance | 16.7 km |
| Total Ascent | 1690 m |
| Difficulty | S2 - Medium |
| Surface | 64% paved, 33% gravel, 3% dirt |
Giorno 2
| Start Location | Bobbio Pellice, Piemonte, Italia |
| Trail Type | Point-to-point |
| Date | 19 July 2026 |
| Distance | 32.6 km |
| Total Ascent | 802 m |
| Difficulty | S2 - Medium |
| Surface | 64% paved, 33% gravel, 3% dirt |
Alla fine sono usciti 21,3 km con 1083 m D+ (1164 m D-), chiusi in 4h 9m totali (3h 6m in movimento), a 5,1 km/h di media. Temperature tra 6°C e 16°C: fresco in salita e fondo umido nei tratti in ombra, quindi guida più pulita e meno margine per improvvisare.
È uscito un loop eMTB da 28,5 km con 1046 m D+ (1042 m D-), chiuso in 3h 41m totali (2h 52m in movimento), a 7,7 km/h di media. Meteo nuvoloso, con temperature tra 9°C e 18°C: aria fresca in salita e senza il caldo addosso in discesa.
Partenza da Baldissero Canavese (411 m) e subito via a salire: Baldissero Canavese → Campo Canavese → Sale Castelnuovo → Castelnuovo Nigra → Caretto Inferiore → Caretto Superiore → Alpetta → Monte Calvo. È una salita lunga e abbastanza continua, ideale per tenere un passo regolare con l’assistenza senza andare fuori giri: qui il lavoro vero è gestire ritmo e batterie più che fare “strappi”.
Giro eMTB “compatto ma serio” sopra Bagnolo Piemonte, uno di quelli che sulla carta non sembrano lunghi ma poi ti presentano il conto sul dislivello.
Alla fine sono usciti 28,5 km con 1056 m D+ (1054 m D-), chiusi in 4h 10m totali (2h 54m in movimento), a 6,8 km/h di media. Meteo nuvoloso, temperature tra 10°C e 23°C: aria gestibile in salita e senza quella sensazione di forno nei tratti più aperti.
Partenza da Bagnolo Piemonte a quota 375 m. Si prende subito la salita passando da Villaretto, rientro su Bagnolo Piemonte e poi su Piccata: è una risalita lunga e abbastanza continua, ideale per tenere un passo regolare con l’assistenza e non sprecare energie in strappi inutili. Qui il lavoro è soprattutto di ritmo: salita costante e dislivello che cresce senza regalare molto.
Inizio giornata con un meteo “né carne né pesce”, aria tiepida (da 10°C a 19°C) e un cielo perennemente indeciso. In realtà è proprio quel tipo di giornata che in bosco ha un fascino tutto suo: colori più saturi, profumo di terra bagnata e zero polvere.
Partenza da Condove a quota 458 m, con l’idea semplice di chiudere un loop senza troppe pretese ma con un buon dislivello nelle gambe. Alla fine sono usciti 26,3 km e poco più di 1000 m di salita: un giro compatto, intenso, e perfetto per “staccare” davvero per qualche ora.
Da Condove si prende subito ritmo con una salita costante che ti scalda in fretta. La prima parte è quella classica in cui l’e-bike aiuta a tenere un passo regolare senza andare fuori giri: tornanti, pendenze che cambiano spesso e quel fondo umido che ti obbliga a guidare pulito, senza strattoni. Man mano che si guadagna quota, il rumore del paese si spegne e resta solo il bosco, bello chiuso e silenzioso.
In una delle poche giornate prive di pioggia di questo tardo inverno, e dopo uno stop forzato di qualche settimana, ho provato questo breve ma interessante percorso ad anello che si articola sulle alture di Susa.
La variante più lunga include la partenza da Susa e la discesa fino a Venaus, con collegamento a Susa. Io ho optato per la variante breve, con partenza (e arrivo) da Giaglione.
Parcheggiato nella piazza del municipio, si sale in direzione Moncenisio, rifugio Avanzà, tutto su asfalto, fino ad arrivare al forte di Santa Chiara in località Pra Plan, che è anche il limite della parte ciclabile:infatti la neve ancora abbondante ma molto cedevole rende quasi impossibile proseguire oltre al forte. I piedi e le ruote affondano e non si riesce quasi mai a pedalare.
Da qui inizia la discesa, tutta su sentiero e mulattiera, contrassegnata 820 direzione Giaglione, che ho trovato in condizioni ottimali (fatto salvo per un albero caduto che interrompe il percorso verso la fine) e soprattutto molto ben segnalata da cartelli e segnavia.
La discesa è divertente e veloce e non presenta alcuna difficoltà tecnica, quindi alla portata di tutti.
Di sotto come di consueto, scheda tecnica, galleria fotografica e link alla traccia Garmin.
| Start Location | Giaglione, Piemonte, Italia |
| Trail Type | Loop |
| Date | 8 March 2026 |
| Distance | 14.7 km |
| Total Ascent | 845 m |
| Difficulty | Not rated |
| Surface | Unknown |
Partenza con una temperatura di -6° C e ancora un bel cielo blu intenso, in direzione -- almeno in origine -- della Valle Stretta, una meta classicissima perché sempre molto battuta e quindi pedalabile. E' talmente famosa che non inserirò alcuna descrizione del percorso: ne trovate a dozzine in rete.
Iniziamo bene il 2026 con una escursione un po' impegnativa ma la cui fatica è ampiamente ripagata dal percorso e dalla vista all'arrivo: l'ascesa alla Diga del Lago di Rochemolles.