19 maggio 2009

L'umiltà di Moni Ovadia.

Era lui sul treno questa mattina, pochi minuti fa? Mi sembra proprio di sì: diciamo che ne sono sicuro al 90%. Sfido chiunque altro ad indossare quel buffo copricapo.

Ma che fosse l'istrionico uomo di teatro l'ho capito dopo, quando mi è passato accanto sbraitando di aver studiato con xxx e di essere allievo del più grande musicologo del mondo.

Perché prima per me era un chiassoso signore, nascosto tra le file dei sedili e dedito a monologhi più da bus che da palcoscenico, con argomentazioni, condivise a voce davvero alta, del tipo:

- ma in che paese sono capitato?
- eh questa italietta di provincia...
- non ci sono più i valori di una volta!

Però se la memoria non mi inganna questa italietta provincialotta gli assicura spesso il tutto esaurito quando calca la scena.

Per la serie, sputo nel piatto e lo faccio in maniera plateale.