16 febbraio 2007

E non succede nulla, se non l'assenza.

C'è un significato simbolico nell'arsura di questo inverno. Le strade e i marciapiedi e le auto coperti di polvere sembrano dire polvere eri e polvere ritornerai.

Respiro male, e sto dimagrendo. Nessuna crescita.

Vorrei poter scrivere che stanno succedendo molte cose, e che non riesco a capirle o a gestirle. E invece è solo una lunga attesa, che non passa mai e non porta niente, come i turni di guardia in caserma.

Si aspetta l'alba per riniziare la stessa giornata: prendere ordini, pulire, mangiare, dormire. Non un nemico da combattere, non un colpo da sparare.

Sto passando le mie giornate ad erigere difese e scavare trincee per combattere solo contro me stesso. Lo faccio di nascosto, perché nella mia vita ho maschere, doveri e ruoli: c'è un lavoro che va fatto, ci sono persone da salutare. Per ora il meccanismo funziona.
Polvere eri e polvere ritornerai.
Magari più tardi, grazie. Ho ancora gambe forti e quel briciolo di gratitudine verso la vita che mi fa pensare che poteva andare peggio, molto peggio.

Ad esempio, incontrare il fesso che dice se non succede nulla dipende da te e dalle tue azioni, la tua vita è nelle tue mani. Grazie al cielo, vado in macchina, e parlo di rado con la gente.