28 ottobre 2006

La lezione di Venezia.


Eccomi tornato da Venezia per il mio intervento sui blog. La mia percezione è che le cose siano andate benino, forse anche qualcosa più che benino.
Non è stato facile raccontare in 45 minuti come funzionano il web e la pubblicazione dei contenuti on line ai tanti discenti che occupavano la sala. Discenti che, sia detto per inciso, stanno tutti sopra i 60 anni.
Ma alla fine, per mia soddisfazione, sembravano aver capito i miei discorsi sul web partecipativo e su come i blog hanno cambiato la rete. Missione compiuta.
Non basta. Perché a quanto pare sono andato a Venezia anche per ascoltare una lezione.


Prima della mia chiacchierata in tema di blog, web 2.0 e comunicazione, ci siamo riuniti nella sala stampa del Future Centre per la consueta esercitazione dei discenti.
Un signore distinto, con il papillon e le bretelle rosse, mi ha chiesto se poteva proiettare un'animazione fatta da lui al computer, come compito a casa della lezione sul programma Pro Show Gold.
Ha copiato il file sul PC collegato al proiettore, ha chiesto di alzare il volume perché "il sonoro è parte integrante della presentazione" e poi ha fatto partire Amarcord, la storia della sua vita dal 1935 ad oggi in cinque minuti.
Per l'animazione ha montato con una certa delicatezza le foto della sua esistenza, teneri bianconeri sbiaditi, lui infante, lui bambino a venezia, lui con la morosa, lui aviere di leva sull'Aermacchi 460, i primi scatti a colori, lui impiegato in banca, lui con qualche hobby; le foto - dicevo - erano accompagnate dal suo commento registrato in MP3.
Un commento a volte ironico, a volte triste, a volte intervallato dalla musica - Faccetta nera, Silenzio fuori ordinanza, la V di Bethoven - sui suoi 70 anni, ben portati con quei baffi curati e il papillon.
Sull'ultima foto, un ritratto di lui oggi, con un piccolo fotoritocco ha fatto comparire un'espressione triste e infine due lacrime.
Sui titoli di coda, le stesse lacrime sono apparse anche sul suo volto, quello vero, quello che non torna indietro con il tasto back e che a vederlo dritto negli occhi mette un po' a disagio, perché di fronte alla vecchiaia non si sa mai cosa dire.
Commuovente.