07 settembre 2006

Le foto del matrimonio.

Ieri sera ho finlamente ritirato dal lab le stampe del servizio matrimoniale fatto a giugno in Sardegna agli amici Anna e Stefano.
Mi ha fatto effetto vedere il centianio di stampe a colori e in bianco e nero su Kodak Professional Endura in formato 20x30.
Nel grande, i piccoli errori sono grandi errori; ma, fortunatamente anche le cose ben fatte si vedono in grande.
Un effetto, dicevo. Una sensazione piacevole - e provata raramente - di soddisfazione mista a gratificazione. Mi sono divertito a scovare tutte le mie distrazioni e le imperfezioni dovute alla scarsa esperienza; ma ho scoperto anche di aver fatto qualcosina di buono, di aver colto un'espressione, un momento, un dettaglio che, tutti insieme, acquisiscono il senso che cercavo: quello dell'evento solenne, della festa, della tensione.
Nei ritratti, specialmente, ho ritrovato una misura che avevo perduto, e accantonato per fare posto alla ricerca formale degli ultimi anni in cui ho ripreso esclusivamente paesaggio.
Io non so se capiterà ancora di testimoniare un evento come un matrimonio - una faticaccia, e pure rischiosa. Ma l'affronterei con il benedetto senno di poi, con quel briciolo di esperienza in più che si acquisisce solo provando, sbagliando e osservando: mi eviterei l'ombra del lampeggiatore contro i muri bianchi ma anche l'uso di un'attrezzatura all-manual; cercherei di dominare di più la regia dell'evento senza temere di stare tra i piedi.
La vicenda, risultati fotografici a parte, mi ha insegnato molto. Ci vuole coraggio a fare le cose, ma anche un po' di incoscienza laddove non riesco a fare appello nella fiducia delle mie capacità. Perché le cose più sensate, questa volta, le ho fatte buttandomi da un precipizio col sorriso sul volto.
E' tutto un gioco, devo reimparare a giocare.