04 febbraio 2005

La persistenza degli odori.




Ricordo ogni persona per l'odore particolare che si porta appresso. Un segno invisibile ma inequivocabile di una presenza.

Il tempo trascorso con una persona non svanisce nell'arrivederci. In me continua nelle persistenti sensazioni olfattive che mi ha lasciato.

Così, se ho passato una serata con un amico, riesco a raffigurarmi la sua camera, i suoi abiti sulla sedia, certe fotografie appese alle pareti, la zona in cui vive.

Allo stesso modo, tutte le mie scelte sono accompagnate, prima che dalle conseguenze, da un odore che mi rammenta il mio comportamento, i gesti condivisi, le mie mosse.

Se saluto in fretta una donna che ho incontrato, mi rimane un sentore leggero, appena percebile, a ricordarmi che il contatto è stato troppo superficiale, inconsapevole. Al contrario, se si è trattato di un saluto affettuoso, ne distinguo i diversi profumi: la pelle, gli abiti, i capelli, le mani.

Meglio di me riusciva il clown di Einrich Böll, capace di distinguere gli odori delle persone con cui parlava al telefono.


Immagine: Razvan Jigorea, Persistent Places