26 febbraio 2008

Usual and unusual landscapes of Vienna.

I shot some pictures in Vienna during the last weekend. It was my very first time in Austria. The fair, warm weather and the deep blue sky made it easier to put my eyes on the city and the neighbourhoods. Interestingly, Vienna is a quiet, calm, slow city, with enjoyable empty spaces and few crowded spots.
Many hanks to Ken Rockwell and his D80's guide for his priceless advice on exposure compensation -- please give this man some bucks.
The last pic is -- or will be, God knows -- part of a neverending project on used cars. Stay tuned.
Comments and suggestions are welcome.








25 febbraio 2008

Vendo Aria AW-200 AV elettroacustica.

Vendo chitarra acustica elettrificata dreadnought Aria AW-200 AV del 1992 (numero di serie 92xxxxxxx), colore sunburst. La chitarra è stata dotata di pickup piezoelettrico ed è in condizioni estetiche e funzionali molto buone. Il prezzo è di 120 € con custodia morbida. Il solo piezo mi è costato più di 80 € e ho montato una muta di corde nuove. Consegna a mano a Torino e Genova.
Qui tutti i dettagli e le foto d alta risoluzione.

A small world - Eravamo soldati.

Ieri sera ero all'aeroporto Charles De Gaulle in attesa di rientrare a Torino dopo il weekend a Vienna.

Mentre leggevo Gomorra cercando di non ascoltare le grida isteriche di madre e figlia (italiane) impegnate a litigare a sfancularsi per non si sa quale motivo, mi si staglia davanti una faccia di quelle che sai di aver visto e per lungo tempo ma che non riesci proprio a collegare con un nome.

Si ferma, mi guarda, e mi dice: "Pier". Solo questo. Pier.
Autiere Diego C., 4° scaglione 2000, in forza al CMML di Genova. Nel vocabolario della naja, mio figlio, essendo il del 12° 1999. Non lo vedevo dal congedo (ottobre 2000) e lo incontro a Parigi. Epperò. Un mondo piccolo piccolo.

Mi ha fatto più che piacere. Un ragazzo tremendamente a posto. Uno di quelli che hanno preso una strada dritta. Vorrei dirlo di molti altri.

Dopo i primissimi convenevoli, c'è stato uno di quegli scambi di battute che solo chi ha dormito nella stessa pulciosa branda e mangiato schifezze e fatto guardie lottando contro la noia e le zanzare può capire.

"Ma è proprio vero?", chiede Diego.
"Sì", rispondo io.
"Caspita, quando l'ho saputo...", dice Diego
"Ci penso ogni giorno che il Signore mi manda", rispondo io.

Fine. Non ne abbiamo più parlato.
Di fronte a una Coca è stato meglio ridere e scherzare e ricordare i personaggi e le comparse che calcano il palcoscenico dell'esercito: dal maresciallo arrestato per furto al fra che si è fatto due mesi di riga alla burba con le piattole.

Adesso urge una cosa. Ma davvero. Un raduno di quelli seri.
Riuscirò a organizzarlo?

22 febbraio 2008

Nuovi banner commemorativi per Glen.

AGGIORNAMENTO:
Ho appena ricevuto per email due nuove proposte di banner realizzate da Fabiana (fafariata) che ringrazio molto. Sono il numero 7 e il numero 8. Cliccando sulle immagini è possibile ingrandirle.


Per esprimere la propria preferenza, basterà indicare il numero corrispondente.
La proposta che otterrà maggiore gradimento su i.a.m.s.c. sarà postata in veste definitiva (con link al profilo MySpace di Glen) in versione di codice da inserire nel proprio sito web, blog o profilo di MySpace e correttamente dimensionate.
Un grazie particolare a Davide, autore della foto di Glen scattata durante la 27ma edizione di Second Hand Guitars.

1. by taxidriver

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2. by taxidriver

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3. by taxidriver

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4. by dissident

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5. by Piccolo Falco

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6. by Fafariata

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7. by Fafariata

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8. by Fafariata

21 febbraio 2008

Banner commemorativo per Glen.

AGGIORNAMENTO:
Ho appena ricevuto per email due nuove proposte di banner realizzate da Fabiana (fafariata) che ringrazio molto. Sono il numero 7 e il numero 8. Cliccando sulle immagini è possibile ingrandirle.


Per esprimere la propria preferenza, basterà indicare il numero corrispondente.
La proposta che otterrà maggiore gradimento su i.a.m.s.c. sarà postata in veste definitiva (con link al profilo MySpace di Glen) in versione di codice da inserire nel proprio sito web, blog o profilo di MySpace e correttamente dimensionate.
Un grazie particolare a Davide, autore della foto di Glen scattata durante la 27ma edizione di Second Hand Guitars.

1. by taxidriver

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2. by taxidriver

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3. by taxidriver

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4. by dissident

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5. by Piccolo Falco

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6. by Fafariata

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7. by Fafariata

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8. by Fafariata

20 febbraio 2008

Iveco Massif, in vendita in estate.

Foto da Quattroruote.it

Si chiamerà Campagnola la versione civile dell'Iveco Massif, e sarà in vendita a partire dalla prossima estate, scrive Quattroruote. La precederanno veicoli allestiti per forze dell'ordine, emergenza e pompieri.
Come ecologista, non sono certo un difensore dei SUV, specie dell'uso che se ne fa nelle città. Ma mi è rimasto quel fondo di protezionismo e orgoglio nazionale -- un ricordo degli anni 80 -- per cui sotto sotto sarei felice che la Campagnola fosse un successo commerciale, a prescindere dalle commesse governative.
Sul motore, il 3 litri Iveco, si può mettere la mano sul fuoco per affidabilità e robustezza. Dal punto di vista estetico -- l'ho vista molto da vicino -- è gradevole, muscolosa, rassicurante.
Speriamo che in Fiat facciano un pricing adeguato e degli allestimenti tali da competere con giapponesi e koreani.

19 febbraio 2008

Mi citano in una tesi.

Son cose che fan piacere.

Nelle scorse settimane mi ha scritto una studentessa di Urbino. A marzo discuterà una tesi in Letteratura tedesca su un tal Marius von Mayenburg.

Io non ho la minima idea di chi sia questo sig. Marius ma a quanto pare la brillante studentessa ha trovato interessante quanto ho scritto sul romanzo Il giardino di cemento di Ian McEwan, uno dei pochi scrittori contemporanei a infrangere il tabù dell'incesto, trattato anche nell'opera Feuergesicht di von Mayenburg.

Così, nella tesi di laurea, appariranno queste mie parole:
Eppure in questo libro non ci sono buoni né cattivi. Ci sono degli innocenti che, privi di qualunque guida morale e spirituale e senza limiti e regole, intraprendono un tortuoso percorso per definire la propria identità di ruolo e di genere, per fare conoscenza del proprio corpo, per sopravvivere...
corredate di nome cognome e indirizzo del mio blog in bibliografia.

Appunto, son cose che fan piacere. Molto piacere, visto che durante i tre magnifici anni di lavoro che ho regalato all'Università di Genova, non ho mai ricevuto una email con scritto: ciao, sono un tuo collega, sto per partecipare al concorso per ricercatore da cui ti hanno detto di stare alla larga, ti spiace se scopiazzo la tua tesi e ottengo il posto mentre tu continui a lavorare gratis?

Vabbe', niente polemiche, e in bocca al lupo alla laureanda.

18 febbraio 2008

Cavalletto centrale (central stand) per Suzuki V-Strom.

immagini dal sito SW-Motech

Ho comprato il cavalletto centrale prodotto dalla SW-Motech per la mia Suzuki V-Strom 650 Su Ebay - dove l'ho preso io - costa un po' di meno. La spedizione è stata sbalorditiva: comprato in Germania lunedì o martedì, mi è arrivato via UPS Giovedì all'ora di pranzo.
Perché metterlo? Primo, perché di serie non c'è. Secondo, per fare manutenzione. Terzo, per caricare le borse laterali.
Com'è questo cavalletto? Pare robusto. Sono 4 kili di acciaio tedesco verniciati di nero (con parsimonia, ad onore del vero) e una buona ferramenta. Alcuni dicono che soffre di qualche torsione in più rispetto all'originale Suzuki.
La settimana scorsa ho iniziato a montarlo, operazione non semplice se non si dispone di un ponte in quanto, alla fine, bisogna stare sdraiati sotto la moto. Da quel basso punto di vista, il timore di trovarsi schiacciati da 2 quintali di ferraglia per una manovra azzardata, fa sempre un po' paura. Sia come sia, sul forum dei V-Strommer ci sono spiegazioni dettagliate per come montarlo correttamente.
Metto a disposizione la mia esperienza fino a qui.
  1. Per serrare i bulloni alti, procuratevi una chiave esagonale seria e lunga. Quindi, lasciate stare le brugole cinesi o quelle dell'Ikea, perché i tubi di scarico rendono il serraggio impegnativo.
  2. Non lesinate il grasso nei perni e in tutte le parti in movimento.
  3. Prima di montare il cavalletto, stendete un panno o un telo sotto la moto perché è facile che il cavalletto cada a terra durante il montaggio, rovinando la vernice.
A me manca ancora un punto, quello dolente: tendere le molle concentriche tra i due perni dello stand. I ragazzi sul forum dicono che ne hanno tesa una alla volta usando chi uno spago chi un filo elettrico. Stasera provo e aggiorno il post.
Se non aggiorno, significa che sto ancora sotto la moto, con la scatola cranica schiacciata dalla barra paramotore. Amen :-)

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Aggiornamento.

Ho completato il montaggio del cavalletto, serrando i bulloni con una chiave maschio esagonale seria (comprata apposta, e ne vale la pena -- vedi figura piccola) e con la chiave a bussola da 17.
Poi con un spezzone di filo elettrico ho teso tra i due perni prima la molla interna (la più sottile) e poi, con non poco sforzo, quella esterna.

Completata questa operazione, mi sono cimentato nell'ultima fatica: imparare a mettere sul cavalletto centrale la moto.
Ci avevo abbastanza paura che cadesse sfracellandosi al suolo. E invece, esercitando pressione sulla leva esterna del cavalletto e aiutandosi col maniglione posteriore, la moto va praticamente sale da sola sul cavalletto.

Ecco, adesso non serve altro che un paio di gradi in più al mattino, e la posso anche usare.

14 febbraio 2008

Arrivederci, dolce Glen.

Foto da accordo.it

Glen, il grande Glen, se ne è andato. Il suo grande cuore, pieno di musica e di sorrisi, si è addormentato e ha smesso di battere.
Batte sempre, nel mio cuore, la musica di Six string under, e dei Zizzetope.

con Glen e Donato allo stand di Accordo al SHG30, Milano, novembre 2007

Ciao Glen, e grazie di tutto.

12 febbraio 2008

Di ritorno dal Brasile.

Ok, ci ho messo un po' per rientrare in possesso delle mie facoltà grafiche (nel senso di scrivere, non di disegnare: non sarei capace di fare un cerchio con un bicchiere) ma rieccomi qui.
L'esperienza brasiliana è stata più che positiva, anche (o soprattutto) dal punto di vista professionale. Il mio speech - gratia dei - ha ricevuto plausi e consensi, anche con email nei giorni dopo la conferenza.
Hi Giuseppe, Nice to receive a message from you, I would like to congratulate you for the best presentation in the congress, I really didn't like most of the presentations, yours was very interesting
Fa sempre piacere.
Non starò qui a fare il report del congresso, è chiaro.

Rio.
La trasferta è stata abbastanza lunga da permettermi di vedere e capire abbastanza bene Rio -- ovviamente le parti di Rio comprese nei circuiti turistici e considerati sicuri.

Già, perché a detta di tutti (dalla Lonely Planet ai locali ai connazionali di stanza in Brasile) il problema della sicurezza è particolarmente sentito.
E' sufficiente fare quattro passi a Ipanema o Copacabana per rendersi conto che tutti gli edifici residenziali, di lusso e non, sono circondati da grosse, robuste e alte sbarre, e sorvegliati da vigilantes privati.

Io questi quattro passi li ho fatti e, ad eccezione di un piccolo e sventato tentativo di furto, posso dire che non mi è successo nulla. Ho preferito evitare il tour nella favela sia perché il loro maggior pericolo è rappresentato da possibili interventi di corpi scelti della polizia (e quando capita, non devi pensare ad un'operazione dei carabinieri: immagina di trovarti all'improvviso in mezzo ai bombardamenti di Beirut, mi avvisava un collega) sia perché il giro turistico tipo zoo in mezzo alla miseria e a situazioni disagiate, per poi tornarsene all'aria condizionata della stanza d'albergo, mi sembrava superfluo e irrispettoso.

Archiviata la questione sicurezza, è impossibile non farsi sorprendere dalla geografia bizzarra di questo luogo. Una vista dall'alto (dal Pan di zucchero o dal Corcovado) danno un'idea della straordinaria disposizione di mare, colline impervie, grattacieli, baraccopoli, foresta.





Il carnevale








A rischio di essere davvero banale, non posso esimermi dallo scrivere due parole sul carnevale di Rio. Il 2 febbraio ero al Sambodromo. Per chi non lo sapesse, la serata più importante sarebbe stata domenica, con la sfida tra le scuole di samba di prima categoria. Ma per chi non ha mai assistito a uno show del genere, anche la seconda categoria è decisamente sorprendente, come è sorprendente il tifo della gente per questa o quella scuola di samba, ciascuna con la propria canzone e i propri colori.
Ma lo spettacolo nel Smbodromo è solo uno degli aspetti del carnevale perché per tutti il periodo, le strade sono invase da blocos, parate di quartiere con carri allegorici, tematici (come Simpatia) o semplicemente camion stracolmi di carioca e altoparlanti: mentre i carri attraversano a passo d'uomo l'Avenida Atlantica con la musica a volume altissimo, centinaia di locali, turisti, famiglie, ricchissimi e poverissimi, bambini e anziani ballano, cantano e bevono fiumi di birra (Skol, per la precisione). Date le proprietà diuretica della birra, la spiaggia si riempie ben presto di uomini che senza molti pudori svuotano la vescica guardando l'oceano.

Ecco, ora faccio la sintesi.
Il Brasile mi è parso mediamente povero con i divari tra molto ricchi e miserrimi consueti in queste latitudini. Però una cosa l'ho notata, camminando per le strade o prendendo il sole sulla spiaggia di Copacabana: i bambini, indipendentemente da etnia e condizione, non fanno i capricci.

Si potrebbe continuare a lungo. Il web è già abbastanza pieno di ovvietà.
Ah, foto mie zero. Onde evitare furti e relative conseguenze, la macchina fotografica è rimasta a casa.