16 ottobre 2021

Valle Po offroad: percorso Barge Paesana

Uno degli ultimi giri in quota prima della stagione invernale e eccezionale opportunità per ammirare il foliage autunnale in un percorso di grande bellezza naturale che si articola in un bosco fitto fino ad arrivare ad un pianoro con una vista incredibile sul Monviso. 

Per le caratteristiche del fondo, soprattutto nela seconda parte, il percorso presenta qualche difficoltà tecnica. Integrale e ridotte consigliate. 

Si parte da Barge (CN). Questa traccia può essere presa come esempio. 

La strada a fondo naturale.




Colori autunnali.







Arrivo al rifugio Infernotto




Inizio del secondo tratto, più impegnativo, in direzione Pian del Lupo





Arrivo al pianoro, con una giornata mozzafiato. Il cielo è privo di nuvole. Il Monviso si staglia all'orizzonte nel silenzio totale.



Questa è la strada che porta all'anello del Pian del Lupo. Il fondo è molto scavato e la rende difficilmente praticabile, con il rischio di rimanere bloccati o rovesciarsi. 



Purtroppo i solchi sono molto profondi. Il fondo è estremamente friabile. 



Praticamente lo scopo primario di qualunque giro in montagna.




Discesa verso Paesana. 







10 giugno 2021

Riparazione parafango e passaruota Suzuki Samurai

 Il restauro della carrozzeria prosegue con altri due interventi importanti. 

Il primo è il ripristino, anzi la ricostruzione , del parafango anteriore sinistro che mostrava segni di ruggine.

So già che dovrò tagliare e saldare tanto per cui, per lavorare in sicurezza , mi sono recato da na ditta specializzata per far svuotare il serbatoio del GPL. 



Qui si vede che la parte interna del passaruota è ormai definitivamente compromessa. Non c'è più lamiera sana. 



Si procede quindi dissaldando il supporto del parafanghino. E' saldato con molti punti al pannello laterale e per rimuoverlo è stato necessario operare dei fori in corrispondenza dei punti di saldatura. Un lavoro piuttosto lungo ma necessario per accedere alla parte sottostante.


Non ci sono belle notizie. Bisogna tagliare la lamiera marcia sia lateralmente che internamente al passaruota. Tanta. 




Dopo molto lavoro, ecco come si presenta la parte restante "sana" di lamiera. Pulita, trattata in profondità prima con acido ortosforico e poi con Fertan. 


Con la smerigliatrice ho tagliato una lunetta delle dimensioni della parte mancante di lamiera esterna. 
Sono stati necessari diversi aggiustamenti e rifiniture affinché il pezzo coincidesse con il buco del parafango. 


Eccolo posizionato. 


La lamiera della carrozzeria è purtroppo sottile e per me sono le prime saldature con la saldatrice a filo animato no gas.
Per cui ho preferito procedere a punti per evitare di deformare la lamiera. 


Il grosso della riparazione è fatto.


Inizio a guardare la parte interna del passaruota, dove manca un lamierino da imbullonare. 
Purtroppo è disponibile solo dall'India per cui, nell'attesa che l'ordine arrivi, ho deciso di costruirne uno provvisorio in lamiera. 



Questi arriveranno, per il momento si va di fai da te. 





Più o meno ci siamo. 


Ma se l'ho acquistato via internet, perché l'ho fatto io ? Mistero. 




Nel frattempo mi sono occupato di rifinire la riparazione prima smerigliando con un disco a grana 40 e poi con due mani di stucco metallico. 




Infine una mano di spray zinco freddo per proteggere dalla ruggine. 


Per rimontare il supporto del parafanghino, ho usato bulloni a testa esagonale e dadi , approfittando dei fori fatti per rimuovere i punti di saldatura. E' una scelta furba perché consente di montarlo e smontarlo per eventuale manutenzione. 



Altro dettaglio. 
Ho letto spesso che una volta che si smontano i parafanghini esterni, e quasi sempre ricorrendo alla smerigliatrice angolare, non c'è modo di recuperare le sedi filettate dei bulloni con cui erano fissati in origine ai supporti.
Per la cronaca, ho salvato 18 dadi filettati dei tre parafanghini che ho rimosso, così ora è possibile montarli e smontarli facilmente. 


01 giugno 2021

Valsusa off-road: Galleria Seguret o dei Saraceni (Pramand)

Classicissima di apertura di stagione che si articola lungo la strada militare 79 Fenils Pramand in Valle di Susa e che consente di passare attraverso la galleria Pramand recentemente restaurata.
Un percorso da affrontare con lentezza ed ammirazione sia per i paesaggi incantevoli che per l'opera di ingegno di questa strada militare che conserva ancora il fascino di tempi bellicosi. 
Qui sotto l'itinerario lungo che include anche l'arrivo allo Jaffreau. In questa versione più breve si può arrivare ad una frazione sopra Bardonecchia.





La strada ha un fondo compatto e molto ben tenuto che va affrontato con rispetto per evitare danni , e sempre dando precedenza a pedoni e ciclisti. Non presenta praticamente difficoltà. 


Quando le buone intenzioni producono risultati disastrosi. Fino al 2014 , la scritta DUX , testimonianza artistica di un'epoca che di certo non è da rimpiangere, era ben tracciata e visibile. E' stata parzialmente cancellata. Un gesto ottuso in quanto la scritta aveva un significato contestualizzato nella costruzione della strada.




Arrivo all'ampio piazzale del colletto Pramand. Da qui si può salire ancora verso il forte Pramand oppure proseguire verso la galleria. 





L'ingresso della galleria.

Alcune note importanti.

  1. servono luci potenti
  2. prima di entrare, attendete e controllate il traffico. Se vedte o sentite veicoli provenienti dal versante opposto, aspettate che concludano il tragitto perché all'interno non c'è spazio per due veicoli e c'è un solo slargo. 
  3. procedete con prudenza senza fare rumori molesti. 


Com'è attraversare un tunnel di centinaia di metri, scavato nella roccia della montagna, completamente buio, freddo e con il fondo spesso allagato da un fiume di acqua gelata? Così:


All'uscita della galleria





Occasione per vedere alcune fortificazioni, come il forte Seguret e Foens






I resti ben conservati del forte Foens.





Da qui, si scende velocemente in localitò Gleise, sopra Bardonecchia.