22 giugno 2012

T-Payment: comprare (e pagare) direttamente dalla TV.

Il mondo della TV digitale ha introdotto da tempo metodi e sistemi per acquistare contenuti premium (partite, film, contenuti on demand) ma in genere il livello di integrazione con questi sistemi è verticale e strettamente legato al broadcaster o service provider. Ad esempio, la maggior parte dei contenuti premium disponibili su TV satellitare o digitale terrestre sono legati ad un sistema complesso di CAS e a modelli di business abbastanza articolati, che prevedono pacchetti componibili di contenuti (ad esempio Cinema + Calcio), abbonamenti o acquisti di eventi singoli, generalmente confezionati e gestiti dal fornitore del servizio. Sebbene le combinazioni possibili siano molte, gli utenti non possono realizzare e sottoscrivere un bouquet di contenuti realmente personalizzato.

Nei servizi IPTV, generalmente erogati da un Internet Service Provider (o comunque un attore forte nella industry TLC) che gestisce anche l'infrastruttura della rete di trasporto, l'acquisto di contenuti premium è in qualche modo abilitato da un sistema di fatturazione consolidato già in uso per il pagamento o la sottoscrizione di altri servizi (telefonia, connettività Internet, VAS ecc). Si tratta,  semplificando, di modelli walled garden rassicuranti per i content provider che sanno di mettere i loro contenuti in buone mani e di poterli monetizzare con un sistema consolidato. Al contempo, tali piattaforme possono presentare limiti in termini di flessibilità e di accesso alla catena del valore da parte di terze parti, ad esempio nuovi content provider che vogliono offrire contenuti on demand senza sistematizzare il proprio ruolo attraverso contratti di fornitura chi gestisce la piattaforma. Ma i modelli di business legati alla TV on demand stanno evolvendo, ed è probabile che a breve alcuni servizi TV possano evolvere dall'attuale approccio a catena del valore verso un approccio più flessibile e aperto di ecosistema del valore, con attori da ruoli meno rigidamente definiti.
Ad esempio PayPal, uno dei più diffusi, affidabili ed integrati sistemi di pagamenti nell'e-commerce, ha da poco siglato un accordo con due player del mondo TV: Comcast, una delle principali società di TV via cavo USA, e TiVO, il popolarissimo hard disk recorder. Le opportunità della partnership sono molteplici: i clienti Comcast potrebbero presto utilizzare sistemi innovativi di acquisto e fruizione di contenuti; TiVO potrebbe sviluppare nuove soluzioni di pubblicità interattiva. L'articolo suggerisce anche un modello" a second screen" basato cioè sulla ricezione  su un secondo terminale (ad esempio un tablet) di coupon da poter "spendere" per acquistare contenuti sul terminale principale, ovvero la TV. Chi scrive, insieme ad alcuni colleghi, aveva elaborato un sistema di delayed advertising per fruire di un contenuto premium sulla TV dopo aver consumato un contenuto pubblicitario su un altro dispositivo (l'idea era stata anche proposta come brevetto...)

Questo sodalizio sembra nascere su basi concrete. Secondo una recente ricerca condotta in UK, nel prossimo triennio la propensione all'acquisto di beni, servizi e contenuti da TV potrebbe valere qualcosa come 3.8 miliardi di dollari  (a livello globale); inoltre, un utente di TV digitale su 4 sarebbe propenso a completare i propri acquisti attraverso sistemi di commerce e payment erogati dalla interactive TV. Gli scenari legati ai sistemi di T-payment sono davvero molti: dall'acquisto di contenuti premium come eventi sportivi di nicchia (quindi al di fuori dei circuiti principali) all'acquisto di prodotti presentati in pubblicità interattive alla realizzazione di molteplici nuovi modelli di business che consentono ad un numero crescente di player di proporre servizi di entertainment, giochi. La presenza di entità trusted adibite alla gestione dei pagamenti (e PayPal ne è un esempio di successo) potrebbe contribuire all'evoluzione della televisione digitale da piattaforma per l'erogazione di contenuti on demand a piattaforma che abilita la monetizzazione di servizi e microapplicazioni erogati da player esterni all'industria televisiva. Anche la crescente diffusione di connected TV (dotate cioè di connessione nativa ad un accesso di rete senza intermediazione di Set-top box) e l'accelerazione del ciclo di sostituzione delle TV (un anno fa i consumatori dichiaravano una propensione all'acquisto di un nuovo televisore ogni 8 anni, nel 2012 questo valore è sceso a 6 anni) sono certamente fattori che possono agevolare la diffusione di sistemi di T-payment e, conseguentemente, l'ingresso di nuovi attori nell'ecosistema del valore della TV.

11 giugno 2012

Forte Foens - Bardonecchia: il video.

Nuova registrazione con il supporto da torace artigianale per la videocamera GoPro. L'inquadratura deve essere ancora migliorata, inclinando la videocamera un po' più in alto, ma la resa in termini di vibrazioni è notevole.
Il video è stato registrato nei tre tratti di discesa dal Forte Foens a Bardonecchia.

01 giugno 2012

Highlight ti rende più popolare su Facebook.

E' sempre difficile scrivere qualcosa sulle potenzialità di Facebook -- un social network il cui numero di utenti registrati potrebbe essere la popolazione di un continente -- senza il rischio di cadere nell'ovvio, nel superfluo e nel "già letto, già visto". Allora vorrei partire da una semplice considerazione, da un'esperienza personale e da una notizia. Partiamo dalla considerazione. Un fattore che influenza fortemente le scelte e la propensione all'acquisto di un individuo è la trustability (difficilmente traducibile in una sfumatura tra l'affidabilità e la fiducia) della sua rete sociale: amici, conoscenti, amici di amici. E' probabile che se una o più persone che appartengono ad una cerchia (ristretta o allargata) supportano con parole, fatti o esperienze dirette la qualità di un bene o di un servizio, la propensione all'acquisto degli appartenenti alla cerchia ne sia influenzata (positivamente o negativamente). Detto in altre parole: se un utente (un individuo, un'azienda o un brand) fa parte della mia rete sociale significa che gli ho accordato un po' della mia fiducia e che valuto le sue opinioni. Per questo è noto il crescente utilizzo dei social network come strumenti di advertising indiretto che è tanto più efficace quanto maggiore sono il numero degli appartenenti ad una cerchia (ovvero il numero di coloro i quali leggono le notizie e gli aggiornamenti) e l'interesse per un particolare segmento commerciale o categoria di prodotti e servizi (se sono appassionato si sport invernali è altamente probabile che abbia tra i miei contatti altri appassionati di sci e che segua gli aggiornamenti dei profili social di stazioni sciistiche o di brand di attrezzatura specifica). Si potrebbe obiettare, citando una recente ricerca, che i nostri post su Facebook sono letti solo da un numero ristretto (tra il 12 e il 16% per essere precisi) dei nostri contatti.

Adesso veniamo all'esperienza personale, molto recente, che mi serve a supporto di questa considerazione. Qualche giorno fa ho venduto una mountain bike usata. Non sarebbe un fatto così inusuale se non fosse per le modalità con cui è avvenuta la vendita. Dapprima avevo provato con i canali tradizionali: i vari annunci su portali generalisti come Subito e ebay, e su forum specializzati. La debolezza dei primi sta nella dispersione e nella scarsa specializzazione: chi ti contatta spesso non ha le idee chiare oppure, forte dell'anonimato, propone transazioni non cristalline; e infatti è stato un buco nell'acqua. La debolezza dei secondi sta nella sproporzione tra offerta e domanda, per cui gli acquirenti hanno un (eccessivo) potere negoziale a scapito del prezzo finale. Stufo del tempo perso, ho pubblicato l'inserzione, le foto e la descrizione sul mio profilo Facebook che uso prevalentemente per tenermi in contatto con amici e conoscenti ammalati più o meno gravi di mountain bike. Ho subito ricevuto un commento da un amico che ha condiviso il mio post con un suo amico, indicandomi come persona affidabile e disponibile (e quindi trusted), il quale era alla ricerca di una bici simile. Nel frattempo c'è stato qualche commento positivo di chi aveva già visto o provato la mia bici. Due giorni dopo salutavo con la mano  la sagoma della mia ex mountain bike che si allontanava dentro al furgone del soddisfatto acquirente.
E' un circolo virtuoso. Se mi fido di te, mi fido dei prodotti che vendi. Vale per le piccole transazioni tra privati, ma soprattutto vale come promozione per i commercianti professionisti e i brand. Rimane però il già menzionato problema dello scarso audience reach che l'utente medio ha su Faceboook: come si scriveva poche righe sopra, solo il 12% dei contatti di un utente legge notizie, cambiamenti di status, aggiornamenti, la cui popolarità è determinata da EdgeRank, un algoritmo che è spiegato bene in un post su InsideFacebook:
Facebook, therefore, assigns a value to every possible story that could end up in the feed. This value is based on affinity, weight and time. Affinity is the relationship between the user and the page or friend that created an item. Weight is affected by the type of story, for instance, whether it is a photo upload or a comment on another person’s status. Facebook tends to value rich media content and often when it introduces something new like Questions, it temporarily weights activity from that feature higher. The third factor affecting EdgeRank is how recently an action was taken.
In rete si trovano anche molti consigli su come incrementare la popolarità dei propri feed. Ma per quanto la notizia che pubblichiamo sia interessante, commentata, condivisa, prima o poi la sua popolarità è destinata a decrescere e quindi scendere nella lista degli aggiornamenti ricevuti dai nostri amici. Ed ecco che arriviamo alla notizia: Facebook, solitamente poco incline a chiedere denaro ai propri utenti (Facebook è gratis e lo sarà sempre, dice la homepage), sta effettuando un trial limitato di Highlight, una funzionalità che consente agli utenti, dietro il pagamento di una fee, di mettere in evidenza i propri post "importanti". Il claim della funzionalità è programmatico: "accertati che i tuoi amici lo vedano". Il trial sarebbe attualmente in corso in zone ristrette (Nuova Zelanda) e il costo è di 2$ per ogni highlight di post, pagabili con PayPal e carta di credito. Tuttavia, il pricing è ancora in fase di studio (potrebbero essere offerti diversi profili) e non sono del tutto noti i meccanismi che consentono di mettere in evidenza un post (ad esempio la durata in giorni in top position). La dichiarazione ufficiale di Facebook al riguardo è laconica:
We’re constantly testing new features across the site. This particular test is simply to gauge people’s interest in this method of sharing with their friends.
Di questa idea, tutto si può dire fuorché sia nuova: l'highlight degli annunci è vecchio quanto gli annunci stessi (pubblicare un'inserzione su Secondamano o LeCose era gratuito, ma si pagava per apparire ad inizio pagina o stampare la foto o il riquadro o qualsiasi cosa attirasse l'attenzione dei lettori). Quello che è nuovo è il contesto perché gli strumenti di promozione pubblicitaria su Facebook fanno parte di un programma specifico per aziende: con Highlight, teoricamente, tutti gli utenti possono guadagnare popolarità (ma chi ne guadagna, alla fine, è Facebook) in maniera trasparente. Come ricorda TechCrunch, i post highlighted:
...are not colored differently to make them stand out. And to be clear, this is not like Twitter’s Promoted Tweets which is designed for businesses. Facebook Highlight is for the end-user.
Non mancano, tra blogger e siti di tecnologia, le critiche verso questo strumento. Perché Facebook, a differenza di Twitter, social network fortemente asimmetrico (diviso com'è tra followed e follower), è ancora uno strumento abbastanza equilibrato e simmetrico, dove la popolarità degli utenti e delle notizie pubblicate oggi dipende, in fondo, dal tempo che investono a stringere amicizie, scrivere aggiornamenti, pubblicare foto, condividere link, commentare post, tosare pecore su FarmVille e rispondere a sondaggi; c'è chi teme che, da domani, questa popolarità dipenderà invece da quanto è grande il portafoglio. Chi su Facebook ha moltissimi contatti (ed è il caso dei più giovani), ma non riesce a catalizzare la loro attenzione in una dinamica followed/followers, potrebbe forzare la mano acquistando visibilità. Torniamo all'esempio della vendita. Con Highlight, di fronte ad una modica spesa, avrei potuto aumentare la persistenza della visibilità del post al top delle notifiche, riuscendo a superare la già citata soglia di reach che si attesterebbe al 12% dei miei contatti, incrementando la probabilità di successo del mio annuncio, anche di fronte ad uno scarso interesse del mio post. Facebook non è pensato per prendere il posto di Craiglist, ma le potenzialità commerciali e promozionali di questo strumento, soprattutto se adottato da individui e microbrand, possono essere molto importanti, e percepite con più favore da quegli utenti che gradiscono poco le notifiche degli inviti ad eventi o altre forme di pubblicità. Il rischio, se di rischi si può parlare, potrebbe essere uno spostamento paradigmatico verso una rete un po' meno simmetrica. Lungi dal porre questioni gravi sul tema "Facebook e la democrazia", la funzionalità Highlight ci spinge ad interrogarci sugli scenari evolutivi del social network che potrebbe transire da piattaforma per l'erogazione di migliaia di microapplicazioni (tra gratuite e redditizie) a piattaforma per l'acquisto diretto di servizi; e se accanto alle funzionalità a pagamento si facesse strada un modello di business complementare basato su account Premium? L'idea non è così infondata: da anni Reddit, il popolarissimo news aggregator americano, offre il profilo Gold che per la cifra di 3,99$ al mese (ouch!) permette , tra l'altro, di nascondere i contenuti pubblicitari, personalizzare la vista della home page ed essere identificato come utente Gold mediante un'icona (come in Flickr Pro). Possiamo ipotizzare che Facebook baratterà l'oscuramento dei messaggi pubblicitari inviati agli utenti sulla base di un efficace data mining con una piccola fee? Difficile. Più realistico ipotizzare che funzionalità Highlight possa aggiungersi alla ricca schiera di acquisti di beni virtuali (credits) che contribuiscono in maniera crescente alle revenue del social network.

Originariamente pubblicato su Voices.

29 maggio 2012

if this then that

Sto provando ifttt, acronimo di if this then that, applicazione web che consente di creare task che realizzano azioni automatiche su internet.  


Il funzionamento è semplice e guidato: si seleziona un canale come primo trigger e si definisce l'azione (nel mio caso, ogni nuovo post pubblicato sul mio blog), quindi si seleziona il secondo canale (nel mio caso abilitare la pubblicazione di ogni nuovo post di Blogger sul mio account Twitter).



Quindi d'ora in poi tutti i miei post saranno automaticamente retweettati.

ImmaginAzione Freeride: fotogiornale di bici.

Gli amici del team FreeAlien, pionieri del freeride e da sempre attivi a Torino e nel comprensorio di Alpi Bike Resort, hanno dato vita ad una bella iniziativa sul web: ImmaginAzione, un magazine di fotografie e articoli sul mondo dell freeride e della bici.
Scorrendo le pagine di ImmaginAzione è possibile scoprire gli spot più adrenalici, conoscere i luoghi del freeride in Italia e non solo, rivivere il passato di questa disciplina attraverso foto "storiche".
Ho incontrato spesso Trovex, Enzo e gli altri ragazzi del team tra Sauze e Sportinia: tra una discesa nella polvere e una sosta all'Orso Bianco, mi hanno fatto conoscere le loro iniziative e lo spirito del loro team.
Qualche settimana fa mi hanno detto: "Ti va di testare qualche prodotto e scrivere le tue impressioni sul nostro magazine?", e ovviamente ho accettato al volo. Così nel secondo numero di ImmaginAzione, c'è anche un mio contributo.
Cliccando sulle anteprime qui sotto potete sfogliare i primi (per ora) due numeri di ImmaginAzione: buona lettura!

27 maggio 2012

Lanslebourg - PreChamois - Termignon - Mont Cenis.

Il meteo incerto del versante italiano delle Alpi ci ha in qualche modo spinti oltre il confine, in Alta Savoia, nella zona del Moncenisio, per un giro davvero interessante dal punto di vista paesaggistico e con una discesa gratificante. Finale a sorpresa: leggete fino in fondo :-)

La partenza e' dalla localita' Lanslebourg, a 6 km a valle dal colle del Moncenisio e si prosegue nel parco nazionale de la Vanoise fino al punto panoramico di Pre Chamois. La discesa arriva al borgo di Tremignon e si articola sul sentiero 24, un bellissimo single track veloce con un dislivello negativo di circa 600m, caratterizzato da un fondo quasi sempre scorrevole con pochi passaggi tecnici e ostacoli naturali.
Arrivati a Termignon, si procede su un lungo sentiero boschivo per rientrare a Lanslebourg.







Il giro poteva gia' dirsi molto gratificante e divertente, ma ha avuto una conclusione davvero eccezionale: un'escursione molto freeride sul fondo del lago del Moncenisio.
Di solito, il lago si presenta cosi', con un livello dell'acqua abbastanza alto che lambisce la vegetazione.


Ecco invece come si presentava questa mattina:



Sono be visibili i resti della borgata coperta dalle acque dell'invaso, compresi i tre ponti di collegamento tra le sponde. Ci siamo tenuti questa rarità come giro conclusivo per il rientro. Lo spettacolo era davvero irreale, emozionante.
Il livello basso delle acqua ha scoperto costruzioni, resti di strade, ponti in cemento armato, un bunker, tre ponti, tutti adagiati su un fondo sabbioso compatto e bagnati dall'acqua. E proprio utilizzando i ponti e' stato possibile spingersi fino alla riva opposta del lago.






Ed ecco come il GPS ha registrato il nostro giro... all'interno del lago.



Qui il fotoalbum completo.

Qui sotto invece l'itinerario creato su Everytrail utilizzando la traccia del GPS.

Lanslebourg-PreChamois-Termignon


21 maggio 2012

Con So.cl Microsoft entra nei social network.

Mentre Mark Zuckerberg fa il colpo doppio con un matrimonio a sorpresa e con l'IPO di Facebook guadagnando per giorni la prima pagina di quotidiani, magazine, blog e telegiornali, Microsoft fa il suo ingresso nel mondo dei social network. Senza particolare clamore. Vediamo come sono andate le cose. La scorsa estate era trapelata la notizia che Microsoft stava testando un prototipo di social network incentrato sulla social search e sulla condivisione di argomenti di interesse e bookmarks, indicato con il nome Tulalip; ma la pagina era stata oscurata in breve tempo con una breve nota dell'azienda:
"Socl.com is an internal design project from one of Microsoft's research teams which was mistakenly published to the Web. We have no more information at this time."


Poi alcuni blogger avevano avuto un accesso riservato e temporaneo e ne avevano descritto le funzionalità e il design, evidenziando  la centralità della social search, ovvero una ricerca per argomenti fortemente legata agli aggiornamenti del proprio status. In linea di massima, nelle intenzioni dell'azienda di Redmond e nelle prime analisi e valutazioni pubblicate in rete, So.cl non nasce con l'intenzione di imitare o diventare un grande social network ma con l'obiettivo di aiutare utenti, soprattutto giovani studenti, a condividere interessi, informazioni, notizie e bookmarks. Ora So.cl è disponibile a tutti: vediamo insieme come funziona il servizio. La prima schermata ci consente, curiosamente, di autenticarci con account Facebook oppure Windows Live. Dubito che l'ordine di apparizione dei pulsanti sia stato scelto con un criterio alfabetico.



Opto per un account di Windows Live che utilizzo per i miei test e, dopo aver inserito le mie credenziali, acconsento l'accesso che prevede l'utilizzo di email e la visibilità del servizio.

Come si legge in alcuni articoli, So.cl ha al momento un approccio alla privacy diverso da quello di Facebook, basato su una logica di opt in, una caratteristica che gli utenti più attenti alla privacy potrebbero trovare apprezzabile.
Microsoft also said it won't automatically post users' So.cl activity unless they opt in. Likewise, Facebook friends won't be contacted unless users invite them.
Infatti dopo il primo consenso, un popup informa l'utente dei termini e delle condizioni d'uso del servizio, con particolare riferimento ai rapporti con gli utenti Facebook. Possiamo immaginare che il lavoro legale dietro a queste note sia stato scrupoloso e non immediato: un equilibrio tra la profittabilità del sign in con Facebook Connect e la necessità di segnare dei confini tra le due applicazioni.
So.cl is an experiment in open search. That means your searches on So.cl are viewable by other So.cl users and will also be available to third parties. So.cl does not automatically post your searches, comments, or likes to your Facebook stream unless you choose this option. Also, we don’t contact your Facebook friends unless you invite them.


A questo punto si può iniziare con la creazione del proprio profilo. Chi ha già faticosamente costruito e arricchito il proprio account Facebook, magari reduce da mesi di personalizzazione del template di MySpace (MySpace cosa?) o ancora disorientato dalle impostazioni di Google+, potrebbe trovare oneroso e scoraggiante dover iniziare da capo una nuova vita su So.cl; tuttavia, a vantaggio dell'utente, la realizzazione del profilo è facilitata da un wizard piuttosto ben fatto che propone automaticamente una serie di categorie di interesse da aggiungere e di power users da seguire; selezionando le proposte visualizzate si procede a popolare il proprio profilo, poi si può continuare personalizzando altre informazioni quali la privacy, la lingua e le notifiche; soprattutto, è possibile aggiungere altri argomenti di interesse.


Ecco dopo pochi click come si presenta il mio profilo So.cl nuovo di zecca: un menu delle funzionalità (tra cui Esplora e gli amici/follower) si trova nella barra di sinistra, la search in alto, al centro una preview delle categorie selezionate e di quelle proposte e sulla destra, mutuato (per non dire copiato) da Google+, la barra dei videoritrovi e degli inviti per far conoscere So.cl ai nostri contatti.


La sezione centrale si aggiorna automaticamente con i feed pubblici degli utenti e dei gruppi che sto seguendo. La buca di ricerca è probabilmente la funzionalità più interessante ed innovativa perché consente di inserire una o più keyword (ad esempio "cars") e di ottenere sia una serie di suggerimenti e risultati che possono essere utilizzati per creare un nuovo post (i livelli di riservatezza offerti sono due: pubblico o privato) o aprire un nuovo videoritrovo. In altre parole, il sito si affida molto al tagging, consentendo agli utenti di identificare gli argomenti a cui sono interessati e di ricevere aggiornamenti sociali sulla base di questi interessi.


Se siete abituati a Facebook, la modalità di pubblicazione di post di So.cl può lasciare un po' disorientati. Il focus dell'applicazione è la ricerca, basata su tecnologia e algoritmi Bing (da alcuni, come Wired, ritenuti anche più efficienti di Google, sebbene poco profittevoli dal punto di vista delle revenues), mentre alcune dinamiche relazionali sembrano ispirarsi più a Google+ che a Facebook.
Stranamente, è assente l'integrazione con due dei più noti servizi di Windows Live: la posta elettronica di Hotmail, accessibile comunque in single sign on, e il messenger. E nemmeno gli ultimi servizi della suite Live Essentials, come SkyDrive e le raccolte di foto, sono accessibili direttamente dall'applicazione So.cl.
Una differenza sostanziale con Facebook è la ricerca dei contatti: se FB li propone utilizzando informazioni fornite come città, indirizzo email, interessi, studi completati ecc., So.cl è maggiormente basato sugli argomenti di interesse comune tra persone; inoltre, avendo al momento un numero presumibilmente ridotto di utenti, tutte le prove di ricerche effettuate (da Mario Rossi ad Angelina Jolie) non hanno prodotto risultati. Occorre selezionare la sezione Esplora, scegliere una categoria e visualizzare gli utenti più attivi; a questo punto, proprio come con Twitter, si può scegliere di seguire (e quindi ricevere gli aggiornamenti) uno o più utenti.
Trarre delle conclusioni o tracciare previsioni su So.cl mi sembra prematuro, eppure qualche considerazione si può fare. Iniziamo dalle critiche.
La prima è che molti analisti continuano ad essere molto scettici sugli investimenti giganteschi che  Microsoft fa nei servizi online a fronte di ricavi molto deludenti; le perdite sono calcolate nell'ordine di 2 bln$ all'anno, non proprio bruscolini. La seconda è che, ancora una volta, Microsoft non sembra aver fatto centro sul fronte dell'integrazione dei propri servizi ed applicazioni, attività in cui Google ottiene invece risultati quasi sempre brillanti (ad onor del vero, l'integrazione di Google+ con servizi precedentemente erogati, quali Picasa e Docs, non è priva di incongruenze, ma sono peccati veniali).

Business Insider sai chart of the day

Veniamo invece agli aspetti positivi. Il template utilizzato è semplice, pulito e molto gradevole. Non sono il solo a dirlo, altri pareri positivi sono stati scritti sul web. Poi la gestione della riservatezza dei contenuti e della privacy, più cauta e meno aggressiva di Facebook. Last but not least, trovo innovativa e coraggiosa l'idea di realizzare un social network come aggregatore di argomenti di interesse condivisi.
Ma l'arena dei social network, per quanto So.cl non dichiari guerra a Facebook, è terreno per guerrieri impavidi che lottano per contendersi il tifo (e il CPM!) di un pubblico ormai esigente, globale ma con interessi e peculiarità locali molto forti, già disperso in un numero enorme di applicazioni e servizi gratuiti che, nati per semplificare la vita, a parere di alcuni tendono a renderla un po' meno semplice ad ogni nuovo click. Il web non sta mai fermo, per definizione, e credo ci siano aspetti che Microsoft modificherà e migliorerà nelle prossime release. Se non altro per migliorare un po' il trend degli investimenti nelle online operations e, conseguentemente, i ricavi da raccolta pubblicitaria. Stay tuned!


Pubblicato originariamente su Voices, il blog di Telecom Italia

19 maggio 2012

Monte Moro, discesa su T rovesciata.

Escursione breve sulle alture di Genova: dal mare si sale su asfalto fino al piazzale del Monte Moro si scende dal sentiero detto T rovesciata (per il segnavia utilizzato), lo stesso che parte più in alto, dal Fasce. L'arrivo è al cimitero di Quinto, poi si prosegue dritti fino al mare (si sbuca dal depuratore di Quinto).
Il sentiero mi è piaciuto molto: a tratti flow, a tratti tecnico, ma tutto fattibile, tenuto bene e soprattutto segnato benissimo: perdersi è impossibile.
Un percorso divertente e anche veloce: andando tranquillo e scattando foto, ho impiegato un'ora e mezza, tra salita su asfalto e discesa su sentiero.
Qui tutte le foto

L'arrivo al Monte Moro

L'inizio del sentiero, oltre la sbarra
 
Lungo il singletrack si incontrano i bunker della batteria costiera
 
Il segnavia T rovesciata

L'arrivo al cimitero di Quinto


30 aprile 2012

Marina di Massa, vedute.

La parte occidentale della localita' di Marina di Massa riserva una vista malinconica al passante: il lungomare ospita le strutture cadenti e tetre di alcune colonie estive abbandonate o convertite (Montecatini Edison e Fiat), centri ricreativi chiusi (una palestra di pugilato), edifici industriali.

La spiaggia ancora deserta e coperta di alghe e rifiuti portati a riva dalle mareggiate contribuiscono a creare un'atmosfera cupa e solitaria, ma molto suggestiva. Il porto e i cantieri navali in lontananza sono l'incessante  brusio di sottofondo di queste vedute.