Così,
lontani.
Come il mare da Genova
quando non lo vuole guardare
e si volge ai suoi monti.
Hai preso la tua strada
e io ho perduto la mia
o non la voglio più trovare.
Mi basta il vento,
ne seguo la direzione
o mi lascio trasportare come fanno i gabbiani.
Genova
a quest'ora dorme
ed è quasi bello
guardarne il sonno,
e aspettare l'alba
e il suo risveglio.
Ti cerco tra le lenzuola,
ti cerco tra i ricordi e le parole,
invano,
tu
che arrivi per andare,
tu che non mi dai parole
e quelle poche che di te rimangono
la voce di Genova le seppellisce,
le sottrae, le uccide.
Ed io, rimasto solo,
mi aggrappo alla memoria,
recupero i brandelli di un tuo sguardo,
di una tua parola,
di tutto quel che non è stato.