XVI.

 

Rimane l'odio ed il rancore
e la pazienza del sicario,
rimangono i ricordi,
le ombre degli amici che ho perduto,
ombre che si allungano
quando muore il giorno
e che svaniscono
quando è notte
e ho più bisogno.
E per queste strade sporche
ho trovato porte chiuse,
ho letto in volto la paura
per il mio volto pellegrino.
Ho viaggiato tutto il giorno
in questa Genova ammalata,
l'ho calpestata con rispetto,
un passo dopo l'altro, da parte a parte.
E adesso che è buio
e che c'è un po' di silenzio,
cammino ancora
e mi guardo intorno.
Guardo Genova dopo il giorno
e mi sembra una puttana
adagiata sulla spiaggia,
col trucco disfatto che non copre le rughe
e gli anni che pesano
ad ogni muro, ad ogni strada, ovunque,
una donna esausta
che ha venduto la vergogna
per comprare il mio silenzio.
E io sto al gioco,
la guardo dormire e aspetto il giorno,
per infilarmi nel suo letto sporco,
per tornare nel suo ventre
e nella lascivia del suo calore.