Di questa strada,
fatta mille e mille volte
conosco le pietre,
l'erba e i gatti.
Conosco le case
basse e strette:
hanno i colori
del tempo e il ricordo del mare.
C'è un vecchio
alla finestra:
fuma, mi guarda
e mi saluta
con un cenno gentile:
io lo saluto
ma non lo conosco.
E mentre mi allontano
sento voci di piatti
e posate, la radio accesa
e mugugnare la
moglie e il gorgoglìo dell'acquaio,
l'odore dell'aglio,
il sapore del vino, quello del pane.
Della strada, di
nuovo, conto i gatti e le pietre
mentre un'ansia
nuova mi appesantisce i passi:
mi fermo per volgere
indietro lo sguardo
lungo le pietre
e le case e il muschio di quella strada,
per cercare quegli
occhi, quel cenno, il tempo.
Ma il vecchio è rientrato
e ha incominciato
a cenare,
in silenzio.