Invocazione e dedica

 

Dea della Poesia,
dolce puttana dal seno cadente,
vestito di stracci e di piaghe
a te si prostra sconfitto
il tuo servo poeta
e ti offre
il suo fegato gravido
di triciclica felicità
e amare coppe di serotonie
per pagare il prezzo
dei tuoi organi corrotti
ove invano depositare
il lavoro della sua mente,
e quello dei suoi testicoli,
e nell'incensiere
a te brucia,
o Dea,
vent'anni di vita andata
e violente lebbre di buio
e di luce.