Ti odio, Genova!
Tu e le tue maleolenti
strette straducce,
la tua gente rozza,
diffidente,
i miasmi delle
alghe morte a Boccadasse,
e quelli dei veleni
a Bolzaneto,
e dell'ipocrisia
delle ville d'Albaro.
Odio i tuoi monti
duri,
estate e inverno
frustati dal vento
quasi un castigo
della tua antica lussuria,
Genova,
sempre a mani vuote,
solo i tramonti
sai ancora donare:
tramonti come incendi
per la tua gente
cui null'altro resta
che guardare il
mare.