Il vecchio Cleto
abbaia
allo straniero,
alle ore che passano
lente
e raccontano gli
anni.
Arriva la Zia col
pane secco:
si arrampica sulle
scalette
escoriate nel fianco
della fascia incolta.
Non c'è
più tuo padre
a guardare le galline,
così è il tuo sguardo
a raccontare il
lavoro,
la schiena curva
sotto il cemento grasso,
la terra.
Il sole allunga
presto
l'ombra del fico
silenzioso davanti a casa
mentre tua madre
prepara il caffè
con l'abitudine
ai dolori senili
e lo versa nelle
tazze spaiate.
Lo beviamo:
io con le mie mani
tu con le tue mani
callose, senza tempo.
E non sembrano
persi
gli anni migliori
mentre in silenzio
gira in tondo la
vita.