Franco Morotti

 

Il vecchio Cleto abbaia
allo straniero,
alle ore che passano lente
e raccontano gli anni.
Arriva la Zia col pane secco:
si arrampica sulle scalette
escoriate nel fianco
della fascia incolta.
Non c'è più tuo padre
a guardare le galline,
così è il tuo sguardo
a raccontare il lavoro,
la schiena curva sotto il cemento grasso,
la terra.
Il sole allunga presto
l'ombra del fico silenzioso davanti a casa
mentre tua madre prepara il caffè
con l'abitudine ai dolori senili
e lo versa nelle tazze spaiate.
Lo beviamo:
io con le mie mani
tu con le tue mani callose, senza tempo.
E non sembrano persi
gli anni migliori
mentre in silenzio
gira in tondo la vita.