11 febbraio 2010

Everybody's buzzing.

Com'è Google Buzz?
Peggio di Twitter e Facebook messi insieme, perché pure leggendo le email dobbiamo leggere i fatti degli altri. Se poi funziona come Wave siamo a cavallo.

Per i commenti a freddi ne riparliamo tra qualche giorno.

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28 gennaio 2010

Benvenuti nella nuova rivoluzione industriale.

Non ve lo dico io, ma Chris Anderson, editor in chief di Wired, che ha da poco sfornato un nuovo, visionario articolo: gli atomi saranno i nuovi bit. C'è da scommettere che diventerà meritatamente un nuovo best seller.
Ma lo ha detto anche il Future Centre (comincia a mancarmi, si vede?), più di un anno fa, nei progetti ecosistemi. Qui si possono scaricare quattro lunghi articoli su Atomi e bit e La tua fabbrica in casa.

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15 gennaio 2010

Quando il Business impara dalla Natura.

Come è evoluta la società negli ultimi 30-40 anni? Quale ruolo hanno avuto la tecnologia, le telecomunicazioni e la diffusione di Internet? Come stanno cambiando i modelli produttivi, distributivi e di consumo dei beni e dei servizi? Quali possono essere gli scenari futuri delle scienze, della tecnologia e della vita digitale?
Telecom Italia Future Centre di Venezia, tramite una serie di progetti dedicati allo studio degli ecosistemi di business, ha indagato questi temi, li ha discussi sul blog Business Ecosystems e li ha proposti al pubblico in un ciclo di incontri aperti.
I progetti hanno affrontato diverse tematiche (dalla produzione industriale all'ombra digitale, dalle immagini digitali all'Internet delle cose) con un approccio ecosistemico che affonda le proprie radici nella scienza moderna e nell'osservazione dei fenomeni naturali (a microcambiamenti locali conseguono influenze globali) ed economici: un'innovazione locale corrisponde ad un processo di selezione da parte del mercato che può portare a cambiamenti globali.
Dai materiali preparati per gli incontri è nato il volume Quando il Business impara dalla Natura (a cura di G. Fettarappa, G. Piersantelli e Roberto Saracco, direttore del Future Centre ed ideatore del progetto): il libro, articolato in quattro sezioni (Gli ecosistemi, Dalla luce ai bit, Atomi e bit, Vita e vite in bit), vuole essere un contributo piacevole e leggero su come il mondo sta cambiando.
Sul canale Innovazione di Telecom Italia è possibile partecipare ad un concorso per ricevere una copia omaggio del volume.


clicca per ingrandire

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La fantasia dell'e-marketing.

Oggi va di moda la Vendita Flash, qualunque cosa essa sia. Inizia Fnac e segue, a distanza di 45 minuti, Pixmania. Secondo me si sono messi d'accordo ieri.


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06 gennaio 2010

Live Search Maps, guida simulata per le strade di San Francisco (e Seattle, naturalmente).

Non sempre Google ha il primato e il monopolio delle migliori web applications. Qualche volta anche dalle parti di Redmond riescono a tirare fuori un giochino divertente. E' il caso di Live Search Maps (*), un sistema di navigazione interattiva ibrida: la parte superiore della finestra simula l'abitacolo di un'auto (o la visione da pedone), e quella inferiore mostra la propria posizione (il cursore ha la forma di un'auto) su una mappa di Bing (vie, stradario o ibrida).
Spostando il cursore sulle strade viene visualizzata la realtà in modalità StreetView dietro un parabrezza.



Il servizio è in fase chiaramente sperimentale e Microsoft sta raccogliendo feedback sull'esperienza degli utenti. Al momento sono disponibili solo le città di San Francisco e di Seattle.

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05 gennaio 2010

Windows 7 God Mode.

La buona Ina Fried ci racconta come accedere al GodMode di Windows 7 in questo articolo. Basta creare una nuova cartella e rinominarla
GodMode.{ED7BA470-8E54-465E-825C-99712043E01C}
Per magia diventerà GodMode con accesso a miriadi di configurazioni e settaggi, senza filtri.
Io l'ho già fatto, ed è divertente.






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04 gennaio 2010

Fotocamere digitali e web: i trend del 2009.

Oltre alle gallerie e ai fotoalbum, Flickr offre uno strumento interessante per vedere quali sono le fotocamere digitali più popolari tra gli utenti iscritti che pubblicano le proprie foto. Anche se tale metrica non equivale esattamente alla classifica delle fotocamere più vendute ed utilizzate, dà comunque un'idea delle preferenze (e dei cambiamenti) nell'utilizzo di fotocamere digitali.

Per la facilità di pubblicazione e la miriade di applicazioni dedicate alle immagini, l'iPhone resta saldamente al primo posto sia nella classifica generale che in quella degli smartphone.




Fotocamere più apprezzate nella community di Flickr







Mentre smartphone importanti e con fotocamera di qualità e connettività avanzata come il Nokia N95 continua la sua discesa, l'uso di iPhone per scattare e pubblicare foto in rete è in continua ascesa.




Utilizzo Nokia N95 di quest'anno (2009)



Utilizzo Apple iPhone di quest'anno (2009)



Il grafico delle fotocamere point and shoot utilizzate dalla community Flickr (il che, lo ripetiamo, riflette con qualche approssimazione le tendenze del mercato delle fotocamere) lascia pochi dubbi: in questo settore Canon la fa da padrona.

Fotocamere Point & Shoot più apprezzate



% di membri



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20 dicembre 2009

Tutorial di autodifesa dalle email di auguri.

Natale si avvicina impetuosamente, favorito anche dal clima decisamente appropriato, e con esso anche la solita, inevitabile, ipocrita fiumana di email di auguri, inviate in Ccn da colleghi, conoscenti, clienti e fornitori che credono così di aver compiuto un gesto sensibile e gradito.
Vediamo quindi come difenderci da questo attacco utilizzando il client di posta elettronica Microsoft Outlook 2003 in soli 10 comodi passi.. Con qualche variante, che vi troverete per i fatti vostri, gli stessi passi sono applicabili ad Outlook Express e versioni simili. O, almeno, credo.

1. Prima di tutto cliccate la voce Sterumenti --> Regole e Avvisi. Vi apparirà la seguente schermata; premete OK.



2. Selezionate la voce Crea nuova regola



3. Spuntate le voci presenti nell'elenco indicate nella parte inferiore della finestra.



4. Inserite le parole che volete filtrare. Qui ho suggerito "auguri, natale", ma "feste, felicità, presepe" ed altre keyword sono demandate alla vostra fantasia e misantropia.



5. Premete il taso aggiungi. Ripetete l'operazione per ciascuna delle regole create al passo 3.



6. Nella seguente schermata potete visualizzare le regole create.





7. Stabilite che fare delle email sottoposte alle regole create. Si può eliminare un messaggio o spostarlo in una cartella di vostro gradimento.




8. Stabilite qualche eccezione per evitare di cestinare almeno gli auguri del vostro amministratore delegato



9. Nella seguente schermata potete visualizzare le regole create e le eccezioni.



10. Premete il tasto OK.



Complimenti! Avete completato il tutorial e non riceverete più quelle stucchevoli, indesiderate, imbarazzanti email con destinatari in Ccn, auguri generici, disegnini di abeti addobbati, renne e babbonatale.

E' o non è un magnifico regalo di Natale?

E ora non vi aspetterete mica gli auguri, vero?

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02 dicembre 2009

Facebook, privacy e distrazioni. (Ma il capo è sempre il capo!)

Questa mattina Facebook, che può vantare 350 milioni di utenti registrati, ha pubblicato, in varie lingue, una lettera aperta del proprio CEO Mark Zuckerberg riguardante alcuni cambiamenti che interesseranno il social network, tra cui l'eliminazione delle reti geografiche e alcune correzioni sui livello di riservatezza delle informazioni.
Ma guardate un po' come hanno storpiato il cognome del padrone di casa, almeno nella versione italiana:


Forse volevano italianizzarlo. Ma non si era detto di eliminare le reti geografiche?

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13 novembre 2009

Un amico mi ha invitato su Google Wave...

...e sinceramente non è intuitivo quanto la maggior parte dei servizi Google. Avevo fatto richiesta molto tempo fa per partecipare a Google Wave ma non avevo ancora ricevuto una conferma o un invito. In compenso oggi ho trovato questo disegnino che spiega benissimo che cos'è Google Wave oggi.



Ad ogni modo sto provando Google Wave con uno dei miei contatti. Stiamo creando un'area condivisa per attività collaborative. E' possibile condividere immagini, testo, attività, e archiviare le sessioni molto velocemente. Tuttavia i comandi che iniziano le diverse attività in una sessione non sono tutti a portata di mano e la prima impressione è che Wave non sia molto diverso da o molto più potente di Google talk, Gmail, Google Documents e Calendar; solo sembra che questi tool siano disponibili ed aggregati in una sola schermata.


Abbiamo provato a condividere un file di PowerPoint, ed ecco il primo baco: viene visualizzato e salvato come .doc, e quando lo si apre, ovviamente, genera un errore.
Vediamo se nei prossimi giorni riuscirò a prendere più confidenza con questo strumento.

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12 agosto 2009

Omegle: Chat a caso, con sconosciuto.

Non ci sono limiti -- diciamo -- alla fantasia. Omegle.com è un servizio di chat anonimo che ti mette in contatto con uno sconosciuto a caso.
Gli effetti delle conversazioni sono pressoché unpredictable. Molto peggio che attaccar discorso in ascensore o dal medico.
Ho fatto un paio di prove. Agghiacciante.

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29 giugno 2009

Eni, servizi on line sempre down.

Ieri ho provato di nuovo ad accedere ai servizi on line del sito Eni, con la procedura di recupero password. Come nei precedenti tentativi, le credenziali, fornite da Eni, risultano non corrette.

Oggi il sito www.eni.it e tutti i suoi link non sono raggiungibili. Quel bel "Error 404 Not Found" che non si trova piu' nemmeno sui siti amatoriali.

Ho chiamato il numero verde 800.900.700 e una voce registrata dice che per problemi tecnici i servizi sono momentaneamente sospesi.

Gli unici sistemi che continuano a funzionare egregiamente sono quelli di billing: la fattura da 166 euro e' stata addebitata puntuale come la morte sul mio conto corrente.

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19 giugno 2009

Il potente sito ENI.

Ma chi l'ha fatto? Paperino?

Completata la procedura di registrazione, ricevo email di conferma con le mie credenziali, che inserisco ripetutamente nella form di autenticazione. Ecco il risultato:

Credenziali non corrette? Ma se me le avete date voi!

Poi clicco su un'offerta promozionale ma quando tento di tornare nella home page, questa non esiste. Un errore da webmaster al primo giorno di scuola.

Meno soldi a Massimo Ghini e piu ai vostri HTMListi.

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17 marzo 2009

I miei due cents sulla fotografia digitale (in quattro comodi manuali).

Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 ho tenuto al Future Centre un ciclo di conferenze sul tema della fotografia digitale. I dati, le informazioni e le riflessioni utilizzati durante gli interventi sono stati raccolti in quattro e-book e quattro presentazioni (in formato .pdf). Di seguito i link per scaricarli dal sito del Future Centre.

28 ottobre 2008
Fotografare in bit (*)
"> Visualizza/scarica l’e-book (file .pdf, 1,8 MB)
"> Visualizza/scarica la presentazione (file .pdf, 1,6 MB)

11 novembre 2008
Condividere i bit
"> Visualizza/scarica l’e-book (file .pdf, 8 MB)
"> Visualizza/scarica la presentazione (file .pdf, 6,8 MB)

25 novembre 2008
I bit come tessuto sociale
"> Visualizza/scarica l’e-book (file .pdf, 4 MB)
"> Visualizza/scarica la presentazione (file .pdf, 2,7 MB)

11 dicembre 2008
Il futuro della fotografia digitale
"> Visualizza/scarica l’e-book (file .pdf, 1,3 MB)
"> Visualizza/scarica la presentazione (file .pdf, 3,2 MB)

Non sono manuali tecnici sull'uso della fotocamera digitale ne' tantomeno svelano i trucchi di Photoshop. Sono invece un'analisi dell'evoluzione della fotografia negli ultimi anni, dell'attuale stato dell'arte e dei possibili sviluppi, a livello tecnologico e di servizi, nei prossimi anni.
Il tutto e' scritto con un linguaggio semplice, esempi concreti e riferimenti ad articoli e siti.

Sono abbastanza soddisfatto di questo lavoro e credo che possa essere utile ed interessante sia per chi si avvicina alla fotografia digitale sia per chi desidera approfondire alcuni argomenti piu' tecnici o avere un'idea sul futuro dei servizi e dei prodotto del digital imaging.

Copyright © Telecom Italia 2009.

(*) per la stesura del primo dei quattro e-book mi sono parzialmente avvalso di un testo gia' utilizzato durante un ciclo di incontri organizzati da Progetto Italia.

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24 febbraio 2009

I am WIRED.

Ho ricevuto in regalo l'abbonamento all'edizione italiana di Wired che si apre con un bell'editoriale del fondatore Riccardo Luna. Lo so, sembra il sito di Sky, ma in questi tempi di magra bisogna un po' turarsi il naso (o socchiudere gli occhi, fate voi). Nel sito wewired.it c'e' anche un interessante esempio di presentation delle informazioni e delle loro connessioni.
Dopo anni (alcuni, non moltissimi) di letture on line (e qualche numero acquistato in edicola) della versione americana, sono davvero contento che anche da noi esista, in forma cartacea, questa rivista che mi ha sempre aiutato a riflettere e ad essere aggiornato.

Sfogliando gli articoli e le rubriche sono stato, tuttavia, colto dal timore che anche questa preziosa risorsa si ammali dello stesso male che attanaglia la maggior parte dei contenuti e degli strumenti di comunicazione, istituzionali e informali, in Italia: l'autoreferenzialita'.
Gia' la nostra blogosfera, con le dovute eccezioni, e' popolata da spompate blogstar che passano le giornate a citarsi l'un l'altra chiamandosi per nome o a criticare giornali ed emittenti radiotelevisive dai quali pero' ottengono benefici e notorieta'. Lasciamo stare la stampa (vedi l'agghiacciante Sabelli che intervista Daria Bignardi), di partito o meno, e nemmeno prendiamo in considerazione la televisione.
Ecco, vorrei tanto che almeno Wired rimanesse fuori da questi giochetti di bassa bottega. E invece vedo che gia' nel primo numero la presenzialista Bignardi ha il suo bravo posto, e non e' l'unico nome arcinoto nella lista dei contributors.
Ma sono fiducioso. Nel gran mucchio della carta straccia che ingombra gli scaffali delle edicole, Wired mi sembra una novita' felicissima, un'occasione ghiotta per imparare e capire il presente, una possibilita' in piu' per avere un'idea sul futuro delle tecnologie, della rete e delle comunicazioni.

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11 febbraio 2009

L'altro "mio" blog.


Da qualche settimana pubblico post con una certa costanza su Business Ecosystems, il blog di Telecom Italia Future Centre.
Nei miei post mi occupo (o cerco di occuparmi) di digital imaging e di tutto cio' che ha a che fare con il futuro della fotografia digitale.

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04 febbraio 2009

Death magnetic, veramente.


Sono capitato per caso sul sito Supermagnete.it che vende -- inutile dirlo -- magneti e calamite, e ne ho ricevuto una bella lezione di marketing.
Leggete la descrizione di un loro prodotto, e ditemi se non vi e' venuta una gran voglia di comprarlo:
Lo abbiamo soprannominato il MAGNETE DELLA MORTE.
Sinceramente non ho idea a che cosa possa servire: è semplicemente troppo potente per qualsiasi uso sensato. Monitor, carte di credito, videocassette: tutto da buttare! Un suggerimento: inserisca sempre un cartone tra il magnete e il supporto metallico, così sarà di nuovo in grado di rimuoverlo facendolo scivolare lateralmente, altrimenti non c'è speranza. Nemmeno Schwarzenegger riuscirebbe a separare due magneti della morte senza gli strumenti adatti. Le do un consiglio: compri un magnete più piccolo! Ma se proprio non riesce a farne a meno, allora La prego di usare la MASSIMA ATTENZIONE!!! E non prenda neppure in considerazione l'idea di dare in mano questo magnete ad un bambino.
Indietro

Ecco cosa accade quando alcuni dei nostri clienti, che a quanto pare non sanno bene come occupare il tempo, acquistano un "magnete della morte": NeinAffeNein - Todesmagnet Special (in una nuova finestra).
Citazione: Si lasci condurre per qualche istante in un mondo magnetico pieno di dolori.

Geniali...

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31 dicembre 2008

C'era una volta mvillage

che ora si chiama Vodafone Friends e non e' piu' gratis.

Facciamo un passo indietro. Nel 2001-2002 ha avuto un certo successo la mobile community di Omnitel mvillage: registrazione gratuita da web, wap e sms, update del profilo con foto, chat via sms, per qualche tempo anche instant messenger per PC, ricerca dei contatti per luogo, eta', sesso eccetera. I costi erano quelli degli sms, mentre da web era tutto gratis.

Una cosa tranquilla. Che pare sia stata fermata per un baco. O almeno cosi' mi e' stato detto. La fonte e' attendibile.

Siccome la chat da web a mobile generava messaggi di testo gratuiti, qualcuno si era inventato uno scriptino che generava ennemila chiamate HTTP che corrispondevano ad ennemila messaggi da un account web a un account mobile, entrambi intestati allo stesso utente. Utente furbo, che aveva sottoscritto uno di quei piani tariffari kamikaze con autoricarica per sms ricevuti.
Per farla breve: da un PC si lasciava girare un batch che simulava una chat e nel frattempo il credito di un'utenza mobile si ingrassvaa come un maiale prima di Natale. A spese di Omnitel.

Vodafone non ha gradito il baco, e presto o tardi - la data non la so - mvillage e' stata chiusa. Il dominio www.mvillage.it punta ora a Vodafonefriends, una mobile community con look and feel assolutamente allineato allo stile Vodafone e soprattutto, con gli stessi servizi di mvillage ma tutti a pagamento. Anzi, in abbonamento -- settimanale (5 euro) o mensile (2 euro) -- come si addice al mercato dei mobile value added services.

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12 dicembre 2008

Qualche parola su Digital Photography as a social fabric.

Che, per chi non lo sapesse, è il titolo del progetto a cui sto lavorando presso Telecom Italia Future Centre.
Qui una video intervista al sottoscritto che cerca di non fare smorfie e di condividere i propri 0,02 cent sulle attività di progetto e sul futuro della fotografia digitale.

clicca per aprire il video

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27 novembre 2008

In partenza per New Orleans.

Foto di Robert Polidori
dalla mostra New Orleans After the Flood: Photographs by Robert Polidori
Metropolitan Museum of Art di New Orleans.

Sono quasi in partenza per New Orleans, dove andrò per tenere uno speech all'IEEE Globecom 2008 (titolo del paper: Use of 2D Barcode to access Multimedia Content and the Web from a Mobile Handset)
Quest'esperienza mi emoziona molto sia per la conferenza che per la mia prima volta a New Orleans. Non ci sono stato prima di Katrina, e quindi mi sarà difficile capire in pieno le trasformazioni.
Così ho cercato velocemente un paio di immagini della città, fino a che ho trovato l'immagine pubblicata qui sopra.
Ci ho messo un po' a capire il valore di questa foto, scattata da Robert Polidori ed esposta al Metropolitan Museum; sulle prime mi sembrava solo un'auto parcheggiata di fronte ad una casa. Formalmente perfetta, paesaggisticamente americana, ma poco di più.
Poi mi sono reso conto che la sua forza sta in quel segno orizzontale che corre lungo la facciata della casa e il parabrezza dell'auto: il segno lasciato dal livello dell'acqua.

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21 novembre 2008

Il futuro della fotografia e le possibilità infinite.

L'amico Otto mi ha segnalato questo interessante articolo di Dan Wallach sugli scenari della prossima fotografia digitale. Il testo è interessante anche perché ci sono collegamenti al pensiero e al lavoro di Vicent Laforet.

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13 novembre 2008

Chitarra, Wii e MIT.

Questo studente del MediaLab del MIT utilizza un controller della Wii attaccato alla sua Strato per ottenere effetti e suoni davvero particolari.
Alcuni sono poco applicabili, ma su bending, vibrati e divebomb dà ottimi i risultati.
Altro che Guitar Hero!

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10 novembre 2008

"I do not have any money so am sending you this drawing I did of a spider instead."

Lo scorso weekend leggevo tra i link di Wired e ho trovato questo.

Da ridere fino alle lacrime.

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27 ottobre 2008

Festival della Scienza di Genova, due parole sulla fotografia digitale.

Mi faccio un po' di pubblicità.

Martedì 28 ottobre presso il Future Centre di Venezia (mia attuale sede di lavoro) intratterrò il cordiale pubblico con il primo di quattro incontri sulla fotografia digitale. Qui tutti i dettagli. Allo stesso link, di volta in volta, sarà possibile scaricare gli e-book in .pdf che sto preparando per le presentazioni. Non aspettate di trovarci un trattato alla Ansel Adams, ma forse ho anch'io qualcosa da dire sulla fotografia.


Lunedì 3 novembre sarò al Festival della Scienza di Genova, stand di Telecom Italia, per brevi interventi a rotazione (dalle 10.30 alle 16 circa) sempre in tema di fotografia digitale. Qui tutti i dettagli.

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19 ottobre 2008

Tre novità del blog.

Più grande.
Ho messo mano al foglio di stile e ho ingrandito il corpo dei caratteri per il testi dei miei post. Facevo fatica a leggerli, figuriamoci a scriverli. Adesso, almeno, si leggono bene.

Più idee.
Nel menu in alto a destra trovate la nuova sezione Pippo's wishlist, una lista dei desideri, in costante evoluzione, per aiutare chi si trovasse nella remota evenienza di farmi regalo ma privo di idee. Dai 5 euro in su.

Più foto.
Sempre nel menu in alto a destra trovate la sezione Fotografia. Approfittando di un paio di giorni di beata solitudine, ho messo mano al mio archivio fotografico e ho cercato di ordinare i miei due progetti: Urban landscapes e Cars.

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18 ottobre 2008

La casta dei soliti blogger: io sono io e voi non siete un...

Leggo con un po' di disappunto uno degli ultimi interventi di Paolo Valdemarin, stimatissima ed accreditata blogstar, che commenta l'atmosfera al recente BlogFest di Rovereto.

Cito dal suo post:
Non so perché da noi ci si sia fossilizzati sulle "top 100" dei blogger, ma è vero che in buona parte si sente parlare sempre dello stesso gruppo [...]

A questo punto io credo che prima ci dimentichiamo dei blogger meglio è. Passiamo avanti, le cose buone rimarranno, ma non ha senso continuare a parlarne.
Curioso. Valdemarin appartiene a pieno titolo alla casta dei soliti 10-12 autori abituati a citarsi l'un l'altro nei post, usando rigorosamente il solo nome di battesimo, come fossero i quattro evangelisti (d'altronde il cognome di una blogstar è ovvio e non saperlo è talmente out),

Un punto di vista quasi sconcertante, almeno per me, dal momento che l'autore di queste parole è uno dei più rappresentativi esponenti di questa insignificante minoranza (sic) e quindi uno principali responsabili di questo clima fatto di elitismo, autoreferenzialità, chiusura.

Ne è prova la decisione di non consentire i commenti al post. Perché? Teme forse il confronto con la significante maggioranza?

Valdemarin (anzi, Paolo; chi, se no?) chiude il proprio sfogo auspicando l'oblio dei blogger, termine con cui credo si riferisca alla pletora di chi quotidianamente con efficienza, abnegazione e passione, ma lontano dalle scene calcate dalle blogstar (e sotto la soglia degli ennemila unique visitors), indaga, spiega, interpreta e semplifica la rete, facilita la ricerca di informazioni, l'utilizzo dei servizi e la comprensione dei fenomeni del web; in una parola, produce i cosiddetti user generated content che garantiscono la crescita di una rete conversazionale e democratica.

Non sarà un grande sforzo dimenticarsi di noi blogger per l'autorevole Valdemarin anzi, Paolo. La casta delle blogstar lo fa da sempre, ogni giorno, in ogni post.
Perché loro sono loro, e noi non siamo un...


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16 ottobre 2008

Reti sociali e vetri rotti.

In più occasioni ho riflettuto su come l'esposizione della mia vita sulla Internet, sia attraverso il mio sito che nelle reti sociali a cui sono iscritto (Facebook per ultima ma in questi anni ce ne sono state altre), mi abbia riavvicinato a persone che appartengono al mio passato.

Un passato che, in qualche caso, è divenuto tale perché il tempo scorre e i nodi si allentano fino a sciogliersi. Allora è dolce ritrovare un sorriso che pensavo perduto e invece è ancora lì, solo circondato da qualche ruga in più, ma ancora capace di illuminare una stanza buia e di scaldarmi il cuore con un'abbraccio o un'e-mail.

Altre volte il passato è divenuto tale perché le cose non sono andate bene né come le immaginavo. Un distacco, un litigio. Un'amicizia che finisce e si porta dietro una lunga scia di rancori e rimorsi, che nei giorni e nei mesi si assottiglia, ma senza mai sparire. E' come se un piccolo, costante dolore continuasse a pulsare da qualche parte dentro di me, ricordandomi, giorno dopo giorno, gli errori che ho commesso -- e sono tanti -- ma anche le mancanze che non mi sono state perdonate. Chiamiamola sfortuna. Così, per non cadere nella tentazione di chiamarla ingratitudine.

Nel mio passato ci sono amicizie finite.

Ho più volte cercato di farmene una ragione. Ammettendo di aver sbagliato e che quello era il prezzo da pagare. Cercando di convincermi che la vita non è come un libro o un film dove i sentimenti sono abbastanza forti da vincere su tutto e resistere al maltempo. No: l'amicizia è come un amore e spesso nemmeno dei migliori, non è incondizionata, non è immortale. Un'amicizia può finire, rompersi in mille piccoli pezzi e scivolare in un silenzio ostile.

Ed è da questo passato, vecchio di più di dieci anni, che sono riemersi alcuni amici di allora. Con passo leggero. Con poche, sussurrate parole. Un saluto, un come stai oggi. E con un carico di ricordi. Pesantissimo. Immagini nitidissime, parole che mi sembra di avere appena ascoltato. Gli odori. Quelli, poi. Che se chiudo gli occhi mi sembra di tornare a vent'anni, ad annusare forte la vita e con ancora tutto da fare.

Questo passato mi agita. Mi crea un senso di eccitazione molto diverso dalla malinconia da album di vecchie foto. E' tutto talmente reale. Mi sembra quasi di potermi sporgere e toccare con una mano tutto il mio passato.

Sarei un vigliacco e un bugiardo se maledicessi le reti sociali per avermi mostrato, dopo tanti anni, quelle che un tempo erano amicizie fatte di ore trascorse insieme, racconti, confidenze, sogni e che oggi sono sensazioni incorporee, comunicazioni a distanza, ricordi.

Ma dove vanno le amicizie finite quando non le vediamo più? E cosa succede alle amicizie finite, interrotte, infrante, quando le si incontra sulla propria strada a distanza di anni? Che cosa si può fare: correre loro incontro, accennare un saluto o cambiare strada? E' proprio vero, come cantava Enrico Ruggeri, che non s'aggiusta un vetro rotto in due? Oppure, come è umano sperare, avrò ancora una chance di rimettere insieme un'amicizia che, per un gesto sbagliato, è caduta andando in pezzi?

Voglio sperare.

Voglio che almeno un po' di quelle speranze, che riempivano la mia vita di ventenne e il mio cuore di amico pronto a tutto, tornino a pulsare forte dentro di me e spingano la mia mano tesa, con un gesto che non chiede perché e non aspetta nulla. Nemmeno che un'altra mano la stringa.

Sono forte abbastanza per rassegnarmi ad un altro fallimento, a ritrovarmi a contemplare nient'altro che un vetro rotto che non sono stato in grado di aggiustare. Entrerà un po' di freddo. Non potrà essere peggio che contemplarne i pezzi sparsi a terra, senza nemmeno la forza di raccoglierli in un angolo e buttarli via.

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12 ottobre 2008

Vorrei la bicicletta e anche pedalare.

Oggi ho fatto un giro per sterrati (parco fluviale san mauro e settimo) con la mia vecchia mountain bike, regalo dei miei genitori per la mia terza media. 1989. Diciannove anni fa, pergiove.

Allora, sta bici non ne vuole sapere di passare a miglior vita. Le ruote girano, i freni frenano (e bene), il cambio cambia (ed è sempre preciso). Però m'ha rotto le palle. Ho la stessa bici da quasi 20 anni, nel frattempo ho cambiato città, fidanzate, stato civile, lavoro, ma lei, niente, è sempre lì. Una gonfiata alle gomme (di allora) e si pedala.

Non morendo spontaneamente né a causa dei miei maltrattamenti, ho deciso che voglio comprare una mountain bike nuova. Punto.

Purtroppo non ne so nulla, ad eccezione di qualche parola gentile confidatami da un commesso di Decathlon. Con questa ignoranza il rischio di fare l'acquisto sbagliato è grosso. Così mi sono detto: chissà se riesco ad imparare le basi delle nuove mountain bike sui 400-500 euro senza diventare membro anziano di qualche MTB forum, ma semplicemente leggendo caratteristiche e prezzi su Internet.

Allora ho guardato TUTTI i siti italiani di vendita di bici. Uno per uno, con pazienza. E sono arrivato ad una conclusione. Sulla rete italiana nulla è fatto peggio e con più approssimazione dei siti di biciclette. Un numero imprecisato di siti è in costruzione o indirizzo non trovato. Quelli che funzionano hanno la sezione prodotti o mountain bike vuota o in costruzione.

I pochi che hanno un catalogo, si dividono in due categorie:
  • quelli che hanno a catalogo 3 bici, senza descrizione, caratteristiche, prezzo né foto (il marketing non esiste in Italia?) e
  • quelli che ne hanno qualcuna di più, con foto microscopiche, caratteristiche non corrette o lacunose, per il prezzo telefonare.
Notare che tutti i siti italiani che ho visitato invano hanno un dominio registrato, .it o .com. Il che dovrebbe sottintendere una minima volontà di utilizzare la rete per vendere. O no? Ma per avere una pagina HTML con scritto in costruzione e i link a Bottecchia e a Giant, resta sulle paginegialle. Mica lo prescrive il dottore di averci il sito internet.

Vabbe' che la bicicletta non è un server o una macchina fotografica, ma se uno vuole farsi un'idea prima di entrare in qualche oscuro negozio di bici dove un irascibile meccanico armato di uno straccio sporco e una chiave inglese ti dice: "le bici in vendita sono qui, guardatele da solo", come fa ad affidarsi alla rete (italiana)?

Cazzi suoi, per dirla tecnicamente. Subentra un'altra rete, la rete sociale. Ma quella vera, fatta di amici con cui hai mangiato una bistecca e non CrazyRider67 su qualche forum di malati che non considera spese sotto i 6000 euro, nemmeno per andare a comprare il giornale il sabato mattina.

Questa contingenza mi fa ripensare, come spesso accade e come se ce ne fosse bisogno, all'arretratezza del web italiano in confronto a quello americano. E ancora una volta mi toccherà chiedere ad un amico fidato, sperando che non appartenga segretamente alla ecrchia dei malati da 6000 euro in su, ed entrare in qualche oscuro negozio per farmi raccontare dall'oste quanto è buono il suo vino.

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