28 gennaio 2010

Benvenuti nella nuova rivoluzione industriale.

Non ve lo dico io, ma Chris Anderson, editor in chief di Wired, che ha da poco sfornato un nuovo, visionario articolo: gli atomi saranno i nuovi bit. C'è da scommettere che diventerà meritatamente un nuovo best seller.
Ma lo ha detto anche il Future Centre (comincia a mancarmi, si vede?), più di un anno fa, nei progetti ecosistemi. Qui si possono scaricare quattro lunghi articoli su Atomi e bit e La tua fabbrica in casa.

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23 gennaio 2010

Nuovi Ashima AiRoTor Aro 08: non è solo questione di colore.

Qualche tempo fa, cercando nei negozi on line di componenti per bici, ho notato che i rotori Ashima AiRotor Aro 08, di cui ho scritto su questo blog, erano disponibili in una nuova versione, con la parte centrale colorata in rosso, oro, blu  o nero. La news è stata pubblicata recentemente sul sito del produttore taiwanese.


Il nuovo prodotto


A prima vista, si direbbe che si tratta solo di una modifica estetica, come spesso accade negli accessori aftermarket per mountain bike. Invece, se osserviamo il modello 2008-2009 con il modello 2010, notiamo che il rotore è stato completamente riprogettato, con le razze orientate in modo "tradizionale" (come nella maggior parte dei rotori) e non più in senso inverso, come si può vedere dal confronto delle due immagini (il modello 2009 montato sulla mia Giant Terrago e il modello 2010).


Il modello 2008-2009 nelle dimensioni 140, 160 e 180 mm (foto da mtbr.com)


Modello 2008-2009 da 180 mm.

 
Modello 2010, 180 mm, color version



Modello 2010, 160 mm, color version

Tale accorgimento consentirebbe una maggiore resistenza dei rotori alle deformazioni e in generale garantirebbero migliori prestazioni sotto sforzo rispetto alla versione reverse. Non so se è un caso, ma dalla nuova confezione è scomparso l'avviso che sconsigliava l'uso di questi prodotti in discipline gravity come il downhill e ne suggeriva l'uso per il cross country (vado a memoria). Nessun cambiamento nemmeno nei pesi dichiarati: gli Aro 08 continuano ad avere un peso piuma da record: 85 grammi per il 160 mm e 112 grammi per il 180 mm.
Ho utilizzato abbastanza intensamente la versione reverse, certo non per usi estremamente gravosi come il downhill, ma fino ad oggi non ho mai riscontrato alcun problema in termini di deformazione, consumo anomalo dei rotori o delle pastiglie, fading per eccessivo riscaldamento. Posso quindi immaginare che le modifiche introdotte renderanno questi rotori ancora più robusti ed affidabili, a vantaggio di una frenata pronta e modulabile.
La pista frenante, la dimensione e le forme dei fori non sembrano aver subito modifiche, con la consueta superficie forata che favorisce la dissipazione termica. Dopo quattro mesi di utilizzo vorrei anche sfatare il mito, molto comune nei forum, del consumo eccessivo di pastiglie dovuto, presumibilmente, ai grandi e numerosi fori: se le pinze sono montate correttamente e regolate simmetricamente rispetto al disco, il consumo delle pastiglie (metalliche) è fisiologico e uniforme.
Last but not least, la versione colorata è, da un punto di vista estetico, davvero azzeccata ed aggressiva.

Montaggio
Il prodotto è confezionato in un blister con fondo in cartoncino. Le viti autobloccanti sono incluse. Il retro della confezione presenta dettagliate istruzioni di montaggio, incluse indicazioni su coppie di serraggio consigliate e attrezzi necessari.
Una volta sganciate le ruote dala bici e svitati i rotori dai mozzi, si procede come di consueto al montaggio dei nuovi rotori.



Il retro della confezione


I modelli 2009 e 2010 a confronto

 
I due rotori da 160 mm e 180 mm.


La confezione di pastiglie metalliche Ashima.

Il montaggio delle pastiglie non comporta alcun problema. L'unica pecca è che nella confezione non sono incluse le forcellette d'acciaio. Purtroppo per il mio impianto Shimano non sono disponibili le nuove pastiglie a mescola mista Ashima SOS. Si prosegue quindi al rimontaggio delle ruote e al fine tuning delle pinze. Nessun problema al posteriore, mentre è stata necessaria qualche regolazione all'anteriore in quanto si verificavano strusciamenti del disco sulla pastiglia.



Rotore montato all'anteriore


Rotore montato all'anteriore (dettaglio)


Rotore montato al posteriore


Rotore montato al posteriore (dettaglio)


Il risultato finale sulla mia Giant Terrago 3.

Prova su (fuori)strada
Le condizioni metereologiche questa mattina non erano molto favorevoli: cielo coperto, freddo intenso, umidità prossima al 100%. Però non ho resistito alla tentazione di provare il nuovo equipaggiamento Ashima e ho quindi optato per la classicissima Castiglione-Bardassano-Gassino, percorso brake test che ho descritto qui. Data la brevità del percorso, non ho potuto effettuare una prova approfondita dei prodotti montati. Diciamo che è stato un test preliminare cui seguiranno altri più impegnativi.
Sulla discesa sterrata di Bardassano, il fango della settimana scorsa ha lasciato il posto ad un terreno duro e ghiacciato dove non mancano tratti innevati di fresco. Le chiome degli alberi sono ricoperti da uno strato di brina. L'aria è frizzante, umida. La luce filtrata dalle nuvole contribuisce a creare un'atmosfera suggestiva.


La discesa si fa presto ripida ed è il momento di provare i freni. Si abbassa la sella, si sgonfiano un po le gomme, e si inizia a pedalare per prendere velocità prima del tornante. La mia prima, rassicurante sensazione è che non ci sono cambiamenti sostanziali rispetto ai precedenti rotori, se non qualche rumorino dovuto che andrà via terminato il rodaggio. La frenata è esattamente come mi aspettavo: potente, controllabile e modulabile. Le pastiglie mordono bene la superficie del disco, permettono staccate in tutta sicurezza evitando i pericolosi bloccaggi dell'anteriore.
Il posteriore è quello che da subito dà il feedback migliore: più silenzioso rispetto alla vecchia combinazione, forse un pelo più potente. Dall'anteriore, specie dopo aver spremuto la leva con forza, arriva qualche vibrazione, che -- ne sono certo -- se ne andrà via appena il tutto si sarà assestato e dopo un secondo fine tuning della pinza. Il sistema rotori più pastiglie inizia a darmi soddisfazioni.
La potenza frenante è tanta e la si dosa bene. Il fondo è quanto meno indicato per le mie coperture Kenda, e qui frenare non è solo una questione di diminuire la velocità, ma anche di mantenere la traiettria e il controllo del mezzo. Una caduta a 40 all'ora su un fondo semicongelato non sarebbe un evento impossibile.
Concludo lo sterrato con confidenza, e passo alla seconda fase: la resistenza alla frenata prolungata. Inizia infatti un lungo tratto asfaltato con una pendenza significativa che consente di arrivare a 50 all'ora in breve. Lo percorro tenendo sempre premute le leve, mantenendo costante la frenata ma senza scendere mai sotto i 30 all'ora: con questi parametri, lo sforzo a cui sto sottoponendo soprattutto l'anteriore potrebbe causare il fenomeno del fading, ovvero la diminuzione della potenza frenante per l'aumentare della temperatura della superficie frenante. Ma andiamo sul sicuro: la dissipazione è, come di consueto, ottima, e non si percepisce una minima variazione della potenza. Arrivati nel centro di Gassino a velocità sostenuta (complice un cane che mi inseguiva tentando di azzannarmi una caviglia) lascio finalmente le leve dei freni e dò una rapida occhiata. Il test, per quanto breve, si può dire concluso con esito decisamente positivo. Non vedo l'ora che il tempo migliori per addentrarmi nei sentieri della collina dove la capacità frenante fa davvero la differenza e dove le sollecitazioni sicuramente maggiori possono fare emergere in maniera significativa la modifica da reverse a tradizionale.

Conclusioni e note finali.
Come immaginavo, la nuova versione dei rotori Ashima soddisfa in pieno le aspettative: più potenza e dissipazione, meno peso. Le pastiglie hanno prestazioni corrette e rumore contenuto. Sono convinto che con impianti più performanti del mio Shimano BR-M485 possano dare prestazioni superiori.
Consiglio questi rotori sicuramente per usi cross-country e marathon, ma credo che siano ormai maturi per essere messi alla prova in discipline gravity. Il fattore estetico non è trascurabile.

Problemi riscontrati.
Nessun problema tecnico riscontrato. La verniciatura sembra delicata: alla fine della mia uscita ho riscontrato qualche graffio dovuto probabilmente alla ghiaia saltata.

Informazioni aggiuntive
Brian, autore del blog Gram Light Bikes, ha già potuto montare sulla sua bici sia questi dischi che il nuovo impianto frenante Ashima PCB, come ci racconta in questo post.
I prodotti Ashima sono distribuiti in Italia da Mandelli.

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15 gennaio 2010

Quando il Business impara dalla Natura.

Come è evoluta la società negli ultimi 30-40 anni? Quale ruolo hanno avuto la tecnologia, le telecomunicazioni e la diffusione di Internet? Come stanno cambiando i modelli produttivi, distributivi e di consumo dei beni e dei servizi? Quali possono essere gli scenari futuri delle scienze, della tecnologia e della vita digitale?
Telecom Italia Future Centre di Venezia, tramite una serie di progetti dedicati allo studio degli ecosistemi di business, ha indagato questi temi, li ha discussi sul blog Business Ecosystems e li ha proposti al pubblico in un ciclo di incontri aperti.
I progetti hanno affrontato diverse tematiche (dalla produzione industriale all'ombra digitale, dalle immagini digitali all'Internet delle cose) con un approccio ecosistemico che affonda le proprie radici nella scienza moderna e nell'osservazione dei fenomeni naturali (a microcambiamenti locali conseguono influenze globali) ed economici: un'innovazione locale corrisponde ad un processo di selezione da parte del mercato che può portare a cambiamenti globali.
Dai materiali preparati per gli incontri è nato il volume Quando il Business impara dalla Natura (a cura di G. Fettarappa, G. Piersantelli e Roberto Saracco, direttore del Future Centre ed ideatore del progetto): il libro, articolato in quattro sezioni (Gli ecosistemi, Dalla luce ai bit, Atomi e bit, Vita e vite in bit), vuole essere un contributo piacevole e leggero su come il mondo sta cambiando.
Sul canale Innovazione di Telecom Italia è possibile partecipare ad un concorso per ricevere una copia omaggio del volume.


clicca per ingrandire

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17 marzo 2009

I miei due cents sulla fotografia digitale (in quattro comodi manuali).

Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 ho tenuto al Future Centre un ciclo di conferenze sul tema della fotografia digitale. I dati, le informazioni e le riflessioni utilizzati durante gli interventi sono stati raccolti in quattro e-book e quattro presentazioni (in formato .pdf). Di seguito i link per scaricarli dal sito del Future Centre.

28 ottobre 2008
Fotografare in bit (*)
"> Visualizza/scarica l’e-book (file .pdf, 1,8 MB)
"> Visualizza/scarica la presentazione (file .pdf, 1,6 MB)

11 novembre 2008
Condividere i bit
"> Visualizza/scarica l’e-book (file .pdf, 8 MB)
"> Visualizza/scarica la presentazione (file .pdf, 6,8 MB)

25 novembre 2008
I bit come tessuto sociale
"> Visualizza/scarica l’e-book (file .pdf, 4 MB)
"> Visualizza/scarica la presentazione (file .pdf, 2,7 MB)

11 dicembre 2008
Il futuro della fotografia digitale
"> Visualizza/scarica l’e-book (file .pdf, 1,3 MB)
"> Visualizza/scarica la presentazione (file .pdf, 3,2 MB)

Non sono manuali tecnici sull'uso della fotocamera digitale ne' tantomeno svelano i trucchi di Photoshop. Sono invece un'analisi dell'evoluzione della fotografia negli ultimi anni, dell'attuale stato dell'arte e dei possibili sviluppi, a livello tecnologico e di servizi, nei prossimi anni.
Il tutto e' scritto con un linguaggio semplice, esempi concreti e riferimenti ad articoli e siti.

Sono abbastanza soddisfatto di questo lavoro e credo che possa essere utile ed interessante sia per chi si avvicina alla fotografia digitale sia per chi desidera approfondire alcuni argomenti piu' tecnici o avere un'idea sul futuro dei servizi e dei prodotto del digital imaging.

Copyright © Telecom Italia 2009.

(*) per la stesura del primo dei quattro e-book mi sono parzialmente avvalso di un testo gia' utilizzato durante un ciclo di incontri organizzati da Progetto Italia.

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24 febbraio 2009

I am WIRED.

Ho ricevuto in regalo l'abbonamento all'edizione italiana di Wired che si apre con un bell'editoriale del fondatore Riccardo Luna. Lo so, sembra il sito di Sky, ma in questi tempi di magra bisogna un po' turarsi il naso (o socchiudere gli occhi, fate voi). Nel sito wewired.it c'e' anche un interessante esempio di presentation delle informazioni e delle loro connessioni.
Dopo anni (alcuni, non moltissimi) di letture on line (e qualche numero acquistato in edicola) della versione americana, sono davvero contento che anche da noi esista, in forma cartacea, questa rivista che mi ha sempre aiutato a riflettere e ad essere aggiornato.

Sfogliando gli articoli e le rubriche sono stato, tuttavia, colto dal timore che anche questa preziosa risorsa si ammali dello stesso male che attanaglia la maggior parte dei contenuti e degli strumenti di comunicazione, istituzionali e informali, in Italia: l'autoreferenzialita'.
Gia' la nostra blogosfera, con le dovute eccezioni, e' popolata da spompate blogstar che passano le giornate a citarsi l'un l'altra chiamandosi per nome o a criticare giornali ed emittenti radiotelevisive dai quali pero' ottengono benefici e notorieta'. Lasciamo stare la stampa (vedi l'agghiacciante Sabelli che intervista Daria Bignardi), di partito o meno, e nemmeno prendiamo in considerazione la televisione.
Ecco, vorrei tanto che almeno Wired rimanesse fuori da questi giochetti di bassa bottega. E invece vedo che gia' nel primo numero la presenzialista Bignardi ha il suo bravo posto, e non e' l'unico nome arcinoto nella lista dei contributors.
Ma sono fiducioso. Nel gran mucchio della carta straccia che ingombra gli scaffali delle edicole, Wired mi sembra una novita' felicissima, un'occasione ghiotta per imparare e capire il presente, una possibilita' in piu' per avere un'idea sul futuro delle tecnologie, della rete e delle comunicazioni.

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26 giugno 2008

AppleTV modificata - Awkward NitoTV.

La modifica della AppleTV usando la patchstick (Awkward - NitoTV) comprata su eBay è andata parzialmente a buon fine. Adesso AppleTV è un media extender aperto in grado di:
  • riprodurre contenuti multimediali in molti formati e contenitori tra cui: DivX, VOB (DVD), Flash video, AVI ecc.
  • leggere file da una memoria esterna collegata alla porta USB posteriore
Il risultato è interessante: dal menu NitoTV si possono scorrere i file presenti sulla chiave USB e riprodurli. Spezzata la legacy iTunes-AppleTV, il media extender di Casa Apple ha, a mio parere, finalmente senso di esistere.
Mi ha stupito la riproduzione di file .flv nativi (e senza un browser): la qualità è ovviamente scadente su un display di grandi dimensioni, ma
Rimane irrisolta una questione; montare un disco di rete, che sarebe utile in una visione PC-centrica dell'home entertainment. Ma forse la difficoltà è dovuta all'uso di PC con Windows XP attestati su un dominio. Probabilmente se avessi effettuato la procedura con un Mac, sarebbe andato tutto liscio.

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18 giugno 2008

Aggiornamento Firmware Sony PSP: 3.95 o 4?


PSP Italia da oggi distribuisce il firmware versione ufficiale Sony versione 4.0. Questa versione, tra l'altro, introduce la ricerca sponsorizzata di Google nella XrossMediaBar interface e, forse, consente la riproduzione di DivX.
Sul sito Playstation.com la nuova versione disponibile è la 3.95.
Nel dubbio ho scaricato la 4.0 e mi accingo a installarla.

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Chi guadagna con YouTube?

Da tempo ci si chiede quale sia, advertising a parte, il vero business model di YouTube, il costoso (1.6 mld $) giocattolo di Mountain View.

Proprio mercoledì scorso, alla Sapienza, mi hanno chiesto chi ci guadagna a distribuire video gratis. Rispondere "È pur sempre il sito più popolare di tutta la Internet" non mi sembra più sufficiente.

Inoltre, i competitor (Hulu.com, ad esempio) riescono ad offrire una qualità crescente dei servizi video proposti e cominciano ad avere numeri interessanti sulla raccolta pubblicitaria.

Ed ecco, si comincia a pensare che il giocattolo è troppo costoso, per quello che rende.
Google has so far failed to really see any return for its whopping $1.65 billion investment in the company, and with there really being no concrete plans in place for that to change any time soon, is it time to cut and run?

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17 giugno 2008

Modifica di Apple TV.

Sto faticando un po' a modificare una AppleTV con l'uso della patchstick USB.
La procedura è tutto meno che intuitiva, soprattutto se non si ha la fortuna di usare un iBook come client, ma un povero PC con Windows 2000 (che deve avere il suo account protetto da password per accedere ad un hard disk condiviso).
Se e quando ci riesco, aggiorno il post.

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10 giugno 2008

Steve Jobs svela il nuovo iPhone 3G.


Al WWDC Steve Jobs ha raccontato a lungo il nuovo modello di iPhone descrivendone caratteristiche, applicazioni, vantaggi e prezzi.
Su CNET la cronaca minuto per minuto del grande evento di casa Apple.

Ovviamente non potevo restare indifferente a Band, il nuovo software per musicisti.

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12 febbraio 2008

Di ritorno dal Brasile.

Ok, ci ho messo un po' per rientrare in possesso delle mie facoltà grafiche (nel senso di scrivere, non di disegnare: non sarei capace di fare un cerchio con un bicchiere) ma rieccomi qui.
L'esperienza brasiliana è stata più che positiva, anche (o soprattutto) dal punto di vista professionale. Il mio speech - gratia dei - ha ricevuto plausi e consensi, anche con email nei giorni dopo la conferenza.
Hi Giuseppe, Nice to receive a message from you, I would like to congratulate you for the best presentation in the congress, I really didn't like most of the presentations, yours was very interesting
Fa sempre piacere.
Non starò qui a fare il report del congresso, è chiaro.

Rio.
La trasferta è stata abbastanza lunga da permettermi di vedere e capire abbastanza bene Rio -- ovviamente le parti di Rio comprese nei circuiti turistici e considerati sicuri.

Già, perché a detta di tutti (dalla Lonely Planet ai locali ai connazionali di stanza in Brasile) il problema della sicurezza è particolarmente sentito.
E' sufficiente fare quattro passi a Ipanema o Copacabana per rendersi conto che tutti gli edifici residenziali, di lusso e non, sono circondati da grosse, robuste e alte sbarre, e sorvegliati da vigilantes privati.

Io questi quattro passi li ho fatti e, ad eccezione di un piccolo e sventato tentativo di furto, posso dire che non mi è successo nulla. Ho preferito evitare il tour nella favela sia perché il loro maggior pericolo è rappresentato da possibili interventi di corpi scelti della polizia (e quando capita, non devi pensare ad un'operazione dei carabinieri: immagina di trovarti all'improvviso in mezzo ai bombardamenti di Beirut, mi avvisava un collega) sia perché il giro turistico tipo zoo in mezzo alla miseria e a situazioni disagiate, per poi tornarsene all'aria condizionata della stanza d'albergo, mi sembrava superfluo e irrispettoso.

Archiviata la questione sicurezza, è impossibile non farsi sorprendere dalla geografia bizzarra di questo luogo. Una vista dall'alto (dal Pan di zucchero o dal Corcovado) danno un'idea della straordinaria disposizione di mare, colline impervie, grattacieli, baraccopoli, foresta.





Il carnevale








A rischio di essere davvero banale, non posso esimermi dallo scrivere due parole sul carnevale di Rio. Il 2 febbraio ero al Sambodromo. Per chi non lo sapesse, la serata più importante sarebbe stata domenica, con la sfida tra le scuole di samba di prima categoria. Ma per chi non ha mai assistito a uno show del genere, anche la seconda categoria è decisamente sorprendente, come è sorprendente il tifo della gente per questa o quella scuola di samba, ciascuna con la propria canzone e i propri colori.
Ma lo spettacolo nel Smbodromo è solo uno degli aspetti del carnevale perché per tutti il periodo, le strade sono invase da blocos, parate di quartiere con carri allegorici, tematici (come Simpatia) o semplicemente camion stracolmi di carioca e altoparlanti: mentre i carri attraversano a passo d'uomo l'Avenida Atlantica con la musica a volume altissimo, centinaia di locali, turisti, famiglie, ricchissimi e poverissimi, bambini e anziani ballano, cantano e bevono fiumi di birra (Skol, per la precisione). Date le proprietà diuretica della birra, la spiaggia si riempie ben presto di uomini che senza molti pudori svuotano la vescica guardando l'oceano.

Ecco, ora faccio la sintesi.
Il Brasile mi è parso mediamente povero con i divari tra molto ricchi e miserrimi consueti in queste latitudini. Però una cosa l'ho notata, camminando per le strade o prendendo il sole sulla spiaggia di Copacabana: i bambini, indipendentemente da etnia e condizione, non fanno i capricci.

Si potrebbe continuare a lungo. Il web è già abbastanza pieno di ovvietà.
Ah, foto mie zero. Onde evitare furti e relative conseguenze, la macchina fotografica è rimasta a casa.

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22 gennaio 2008

My speech at Mobile TV Latin America.

Hi all,

on January the 29th I'll have the honor to open the first session of Mobile TV Latin America conference which will take place in Rio de Janeiro, Brazil.
If you are familiar with mobile broadcasting and stuff like that, well, this is a huge opportunity to meet serious professionals bringing their experience in the TLC, broadcasting and content industry.

Plus, Latin America seems to be one of the most profitable markets -- having a large mobile customer basis -- for mobile value added services and content related services.
That's one of the reasons I'm so excited to join the conference and tell something about my company's effort in delivering innovative services to mobile customers.

My presentation, of course, deals with mobile television -- from the very early stage, back in 2005, to the current commercial service.

For the time being, I'd like to thank my colleagues in Turin for the support in preparing my presentation and my friend Steven from the firm Masur Law, who has just delivered me a very heartening message for my key speech:

"You deserve it. Your presentation in London was definitely one of the best. Good people are hard to come by, and this has motivated me to stay in touch."
I'll do my very best to bring as much value as I can.
Should you have any question, please post a comment or drop me an email.

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05 luglio 2007

iPhone in Europa.

In Europa fa da apripista l'operatore O2 in UK, come riporta la BBC. Le vendite, come di consueto, dovrebbero iniziare verso Natale.
E in Italia? Chissà quale operatore la spunterà. Si sa che Tre e Vodafone hanno parlato con Apple; ma la partita più importante si giocherà sulle tariffe: in un mercato dove la maggior parte dei clienti mobili ha un profilo prepagato, non sarà facile vendere un abbonamento flat.

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02 luglio 2007

Mezzo milione di iPhone.


Ne hanno venduto mezzo milione ma qualche problemino ce l'hanno già. E intanto AT&T si prepara a dimensionare la rete.
Si riporta che il 95% dei terminali sono da 8 GB, segno che:
  • quando si fanno le cose, si fanno in grande
  • oppure che il marketing Apple non ha fatto centro.
Qui un video che mostra l'interfaccia 3D.

Demo iPhone Apple
Caricato da matteodifelice

PS. Nel 2006 Linksys aveva a catalogo un telefono VoIP con client Skype a bordo. E allora? Beh, si chiamava iPhone. E non voglio tirare fuori la vecchia storia secondo cui il sistema operativo a finestre l'ha inventato Xerox prima di Apple.

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29 giugno 2007

iPhone: è arrivato il grande giorno.

Chi non vuole fare la fila (o pagare qualcuno perché la faccia al posto suo) per comprare un iPhone al Mac Store sulla 5Ave di New York, può consolarsi con questo video del NY Times o leggere le mirabolanti previsioni di Gartner sul Sole24Ore.
Oppure guardare una delle mille parodie che girano in rete, come questa

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28 giugno 2007

Che cos'ha MySpaceTv più di YouTube?


Per l'Italia, la lingua: se si clicca su MySpaceTV (grazie alla versione italiana di MySpace) si apre una pagina in italiano, con suggerimenti (reccomendations) di video in italiano e menu in italiano.
La lingua conta perché l'utente medio conosce e capisce poco l'inglese ma al contempo è la base del successo di un servizio. E mentre ha difficoltà a seguire un video di 15 minuti in inglese, quando nella home page trova pronti i video in italiano (o almeno commentati in italiano) si affeziona al servizio, e ritorna.

Aggiornamento serale. Come non detto!! Anche YouTube in italiano...

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PSP: il nuovo firmware mette il turbo alla CPU.

Qualche settimana fa ho aggiornato il firmware della PSP per provare la nuova funzionalità di placeshifting. The Register riferisce un'altra bella cosa: pare che il nuovo fw abbia sbloccato la velocità nativa della CPU che gira ora a 333 MHz con un incremento del 25%.

Foto: Wired

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08 giugno 2007

PSP remote play: accesso remoto alla Play Station 3.

Il 31 maggio è stata rilasciata la versione 3.50 del firmware della PSP che introduce, tra l'altro, la funzione Remote Play che consente l'accesso e la riproduzione da remoto dei file multimediali presenti su una Play Station 3 connessa ad Internet: in pratica, connettendo la propria PSP ad un access point a larga banda, è possibile vedere in streaming un film o usare un videogioco presenti sull'hard disk della PS3.


Una volta scaricato e aggiornato il firmware per la PSP, occorre aggiornare anche la PS3. Successivamente è necessario associare entrambi i dispositivi connessi in rete, utilizzando un meccanismo di autenticazione basato su condivisione di login e password. Questa operazione va effettuata solo alla prima connessione: il profilo sarà poi salvato sui terminali.
La procedura di configurazione e associazione, che richiede un po' di tempo e pazienza, è ben descritta qui.

Con la funzione Remote Play, Sony riprende il discorso del place shifting dei contenuti iniziato -- senza troppo successo -- con Location Free e divenuto molto popolare grazie a Slingbox e Orb.


Le prove effettuate sono state convincenti e brillanti: in presenza di una connessione Wi-Fi stabile (e protetta, poiché le console Sony supportano WEP e WPA), è possibile esplorare i contenuti (video, foto, musica, giochi) presenti sulle memorie (interna ed esterne) della console Play Station 3, riprodurre un video in streaming, ascoltare musica e giocare. Da quanto verificato, non è possibile salvare gli stream sulla Memory Stick, con buona pace dei content provider e dei sostenitori del DRM.

Come Apple per iPod, iTunes, AppleTV e MacOSX, anche Sony adotta la tattica vincente di proporre agli utenti, su terminali diversi, la stessa interfaccia grafica e la stessa experience, in modo da metterli a proprio agio anche al primo utilizzo. Al di là della funzione di videogames, la connettività Wi-Fi, i moduli aggiuntivi fotocamera digitale e GPS, pongono la PSP tecnologicamente un passo avanti rispetto agli altri portable media player disconnessi (iPod in testa) e potrebbe essere un driver forte per abilitare funzioni di social networking e media sharing.

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30 maggio 2007

Speech a Visiongain Mobile Content.

Se tutto va per il verso giusto, il 20 giugno sarò key speaker alla conferenza Visiongain Mobile Content organizzata a Londra.

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25 maggio 2007

Tornato dal FMC & QuadPlay World Congress.

Nonostante Alitalia ce l'abbia messa tutta, ma proprio tutta, per non farmi andare ad Amsterdam né tornare a casa, sono riuscito a fare il mio speech, a rispondere diplomaticamente alle domande dal floor e, più di tutto, a gustare gli ipercalorici dolci che non mancano mai in Olanda.
Dopo aver assistito alla presentazione di Steven Van Zanen ho capito che devo investire nelle mie capacità analitiche. Aspettavo il direttore marketing di Playboy Channel, ma per la seconda volta (dopo Mobile TV USA) non si è visto. Peccato: già immaginavo lo stuolo di conigliette.

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23 maggio 2007

Verso Amsterdam.


Domani sarò ad Amsterdam a parlare al congresso mondiale della Convergenza Fisso Mobile. Figo eh?

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07 maggio 2007

Parlando di convergenza...

Il prossimo 24 maggio parlerò ad Amsterdam in tema di convergenza fisso mobile). E questa mattina nella posta ho trovato un'email di Informa che si fa pubblicità con una mia intervista rilasciata forse a Barcellona o forse a New York. Fatevi due risate.


Giuseppe Piersantelli
Technical Specialist, Broadcast Solutions Innovation, Telecom Italia, Italy

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