11 settembre 2009

Mendoza rocks! Un sito per ricordare Stefano.


In queste settimane, credo per i post che ho pubblicato sul mio blog, ho ricevuto molte email e contatti delle persone che sono state affettivamente e professionalmente vicine a Stefano Petrelli in questi anni. Abbiamo condiviso emozioni e ricordi e soprattutto l'entusiasmo per un concerto in suo ricordo che si terrà il prossimo 6 novembre. 

Così, molto spontaneamente, è nata l'idea di mettere on line notizie, foto e ricordi su Mendoza. Con un po' di sano artigianato ho pubblicato il blog Mendoza Rocks dedicato appunto al ricordo di Stefano Petrelli. Un grazie speciale a Matteo Carnio dei Fury 'n Grace per il supporto morale e pratico e per i contributi dati all'idea. 

Mendoza rocks!

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01 settembre 2009

Mendoza, il ricordo di Matteo Carnio.

Su TrueMetal è stato pubblicato un bellissimo articolo in ricordo di Mendoza, al secolo Stefano Petrelli. Autore del pezzo è Matteo Carnio, che di Mendoza è stato grande amico nonché chitarra solista in R 'n' R Swindle e Last Dragon.
Leggetelo e condividetelo con i vostri amici.

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19 agosto 2009

Mendoza, l'ultimo drago del rock.

L'icona Mendoza sul messenger è offline. La guardo inebetito per un tempo abbastanza lungo. Vorrei che apparisse ancora una finestra con scritto "Ciao, De Niro" (per via del mio nickname taxidriver) o "Uei Beppe!", ma non accade nulla. Mendoza è offline.

Sulla Usenet si rincorrono decine di post: i gruppi Chitarra, Rock e Metal sono pieni di cordoglio, incredulità e ricordi. Tutti vogliono dire la loro, il loro pezzetto di vita con Mendoza. Ricordi, battute, stima. Anche sorrisi sul sarcasmo che Mendoza di certo non lesinava e che taluni non apprezzavano. Pian piano, l'incredulità cede il passo alla consapevolezza e alla rassegnazione. Stefano Petrelli, Mendoza per la musica, è volato via sulle note del rock.

Anch'io stento a crederci, tuttora. Rileggo il suo ultimo SMS: "Grazie, caro. Non preoccuparti per me, sai che sono un osso durissimo. Ci sentiamo presto". Sentirsi era possibile, ma faticoso: negli ultimi giorni, proprio a cavallo di Ferragosto, non poteva assumere liquidi e parlare al telefono lo disidratava ulteriormente. Non stava bene, era chiaro, ma con la sua voce calda era quasi lui a tirarmi su di morale. Aveva progetti per il futuro, mi raccontava del MetalFest che stava organizzando in Veneto ad ottobre. Non faceva misteri sulla propria salute, un filo di autocommiserazione: "Pago per i miei errori".

Il suo eloquio forbito e la sua competenza musicale mi hanno sempre colpito al pari della sua umiltà. Polistrumentista, compositore, già insegnante in scuole di alto livello, era talentuoso e molto competente. La teoria e l'armonia le conosceva a menadito. Con scarsissimi esiti a causa dell'infertile terreno, in chat aveva provato a spiegarmi l'uso delle scale modali e qualche rock riff. Sarei rimasto a leggerlo per ore. Bassista di professione, suonava la chitarra con una sensibilità non comune. Eppure credo che avesse comprato una Squier da pochi soldi giusto per registrare Another Rock 'n' Roll Swindle. Niente fronzoli.

Non di rado leggevo sul newsgroup commenti e battute piuttosto sgradevoli su Mendoza. Attacchi mirati di troll a parte, che fanno parte delle regole del gioco della rete, alcuni male interpretavano il ruspante sarcasmo di Stefano cui, a onor del vero, non sfuggivano quisquilie e miserie nascoste dietro ai nickname. Mi arrabbiavo, leggendo quei messaggi, come se stessero offendendo un amico. Lo contattavo subito sul messenger, ma era lui a passarci sopra: "Lasciali scrivere le loro stronzate", era la sua usuale conclusione.

Tempo fa aveva comprato su Ebay una Dean bianca e nera. Aveva fatto un paio foto buffe e le aveva inviate per email: in una si era ritratto con la Dean a tracolla in cucina, davanti ai fornelli, intento a buttare gli spaghetti nella pentola sul fuoco. In un'altra, il suo grosso gatto sonnecchiava sul pre Rocktron, l'unico intruso tecnologico tra la sua chitarra e l'amplificatore. Era un po' come entrare discretamente nella sua casa e nella sua quotidianità di rocker che per me, eterno studente di pentatoniche dall'esistenza abbastanza tranquilla, avevano un che di esotico e misterioso. Mi soffermavo sui dettagli e sugli oggetti, con l'interesse quasi sognante di chi, non avendo mai varcato la soglia del proprio paesino, guarda una collezione di cartoline inviate da tutto il mondo.

Mentre registrava e missava meticolosamente le tracce dei suoi CD, pubblicati da un'etichetta, non riusciva a prendersi troppo sul serio. Parafrasando una celebre battuta de Il Marchese del Grillo, aveva scritto sulla sua pagina di MySpace: "Io sono il rock e voi non siete un cazzo". Mentre la prima parte della frase era incontestabile, la seconda era solo uno scherzo perché Stefano aveva sempre un minuto per parlare del più e del meno come per darti la sua competente opinione su un assolo, una linea di batteria, un missaggio, un Jazzmaster da comprare usato.

Parlavo spesso di Mendoza con gli amici. Gli mostravo e facevo ascoltare Swindle e The last dragon ed ero fiero di poter dire che io, quel ragazzo lì, lo conoscevo, che i CD me li aveva mandati lui e che durante la registrazione mi aveva inviato per email qualche traccia grezza, magari solo basso e batteria. Mi faceva sentire un po' "del giro", un privilegiato rispetto a chi compra un CD alla Fnac perché ne ha sentito un brano alla radio.

Ma sto divagando. Anzi, sto compiendo l'errore che proprio avrei voluto evitare: quello dei ricordi di un amico che non c'è più. Mi sono seduto di fronte al computer per scrivere qualcosa che non fosse banale, che fosse il mio piccolo, minuscolo pezzo di vita (solo sul web) con Mendoza, ma temo di non aver combinato molto. Volevo, forse, rivolgere un pensiero a chi ha davvero condiviso una vita personale e professionale con lui, e che ora ha un grande, doloroso vuoto: la moglie, i parenti, i musicisti con cui suonava. Chi, a differenza di me, gli ha almeno stretto una mano. Io non ci sono riuscito. Ma il suo rock e la sua voce calda sono più forti di qualunque rimpianto.

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18 agosto 2009

Io sono il rock, e voi non siete un cazzo.


Stefano Petrelli
"Mendoza"
02/11/1963 – 17/08/2009

foto da MySpace.

Stefano Petrelli, in arte Mendoza, musicista, compositore, rocker, leader carismatico del newsgoup i.a.m.s.c., ci ha lasciato il 17 agosto pomeriggio.

Nelle ultime settimane ci siamo sentiti al telefono oltre che in chat. Aveva voglia di tutto fuorché di andarsene. Ha lottato con forza, contro il male che lo affliggeva, contro i dottori che non lo ascoltavano e forse non gli hanno prestato le dovute cure. Cui però non serbava rancore. Chiedeva giustizia, questo siì. Faceva il duro, ma aveva una sensibilità e una capacità di capire davvero fuori dal comune.

E' un giorno triste. La comunità del rock perde una delle sue anime più sincere, creative e belle. Io perdo un amico sempre disponibile a scambiare due parole sulla musica e sulla vita.

Come potevo, non certo all'altezza della sua arte, avevo scribacchiato due paroline sui suoi monumentali capolavori rock: Another Rock n Roll Swindle, Another Rock n Roll Swindle Limited Edition e The Last Dragon.

La sua pagina su MySpace, dove trovate i suoi CD, che vi raccomando di comprare.

Qui le sue performance dal vivo.





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21 luglio 2009

Appello a Endemol: Berté, fatela finire sul lastrico.

Loredana Berté rilascia un'intervista a Sorrisi e Canzoni in cui chiede (implora) a Endemol, la società che organizza il reality Grande Fratello, e a Alessia Marcuzzi, sua storica presentatrice, di prenderla alla prossima edizione dello show.
Motivo: la cantante è fortemente indebitatata e teme di fare la fine di Michael Jackson: morire sola e piena di debiti.
A suo dire:

Sono rimasta senza soldi, ho un mutuo bimestrale da pagare di 8.500 euro.
Le alte spese condominiali mi hanno quasi ridotto sul lastrico. In casa non ho più i mobili, nè la cucina per poter mangiare. I rapporti con i vicini sono pessimi. Ogni scusa è buona per mandarmi la polizia.

La Berté, che i più coraggiosi hanno avuto lo stomaco di vedere a X-Factor (trasmissione a cui presumo abbia partecipato dietro a lauto compenso), vede quindi nel reality show l'unica via d'uscita per la sua precaria situazione economica.

Rivolgo un appello a Endemol e alla sig.ra Marcuzzi: non considerate la candidatura di Loredana Berté per la prossima edizione del GF. Lasciate che se la cavi, o che faccia definitivamente naufragio. Lasciate che provi (o faccia finta di provare) quello che milioni di italiani provano quotidianamente sulla propria pelle: la paura (e la vergogna) di non arrivare a fine mese, di dover fronteggiare debiti che crescono, di pagare la rata del mutuo (magari 800 euro al mese per un trilocale, non 8500 al bimestre per chissà cosa).

Lasciate che i meno critici si accorgano che la Berté ha e ha sempre avuto molto poco da offrire al mondo in cambio di tutto quello che ha avuto: attenzione, interesse, fama, soldi, successo. A quanto pare, sembra che l'egocentrica calabrese abbia dissipato senza rispetto tutti i doni che la vita le ha dato.

Saprà la signora Berté quanti musicisti seri e preparati non hanno mai avuto e mai avranno la possibilità di esprimere la propria arte e il proprio talento in Italia? Non è forse la sua personale vicenda uno schiaffo alla miseria della cultura musicale moderna?

Adesso l'unica merce di scambio di Loredana Berté con il gettone di presenza del GF (e forse qualcosina dagli sponsor, e forse non sempre alla luce del sole, chissà) è la compassione per la miseria in cui racconta di versare. Non ha un talento o una capacità da offrire né un lavoro, un impegno, un progetto: solo la speranza di poter stare ancora una volta al centro dell'attenzione (richiamata a squarciagola con qualche consumato trucchetto) per arraffare qualche quattrino e tirare a campare.

Spett.le Endemol, sig.ra Marcuzzi, non prendetela. Dimostrate che la diceria secondo cui lo star system è spietato è ancora vera. Lasciate che si arrangi. Anche se il GF non è esattamente una fucina di virtuosi, la Berté è tra i peggiori esempi che si possa dare a questo Paese.

Cercate qualche giovane lampadato o una ventenne con il seno rifatto. Ci sarà comunque da rimestare nel torbido a sufficienza.

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26 giugno 2009

Jacko e la sua morte.

Il Corriere di oggi apre con la notizia di due morti nel mondo dello spettacolo. Dirò subito che sono dispiaciuto per la scomparsa di Farrah Fawcett.

Ma non verserò una sola lacrima per Michael Jackson che, stando ad alcune fonti, è morto per un attacco di cuore poche ore fa.

Le sue ingombranti, deplorevoli vicissitudini personali, scivolate spesso in vicende giudiziarie -- tanto clamorose al loro avvio quanto colpevolmente silenziose nelle loro conclusioni -- legate a discutibili comportamenti sessuali, hanno contribuito ad alimentare in me un sentimento che andava al di là dell'insofferenza e del disprezzo.

La sua musica -- se musica si può chiamare quella confusa baraonda più simile al tramestio di una folla nel giorno di mercato che al prodotto della creatività di un musicista -- mi ha sempre fatto ribbrezzo, un disgusto pari solo alle sue morbose trasformazioni. E lo dico in barba ai 750 milioni di dischi venduti. La gente ha comprato un numero ben superiore di sigarette, ma questo non significa che abbia usato il cervello.

Jackson ha rifiutato quanto la vita gli aveva dato, a principiare dal colore della pelle (credete ancora alla storia della malattia? Sveglia, il sole è già sorto da un pezzo) e dal suo aspetto fisico, martoriato da una scienza complice e correa. Delle sue odiose attenzione per i minori ho già scritto e qui aggiungo che ho spesso
sospettato che fossero anche indigenti famiglie a gettare i propri figli nella tana del lupo -- quella pazzia chiamata Neverland -- per poi dichiarare chiuso lo spiacevole inconveniente con un bell'assegno in tasca.

Ma questo è il ricco occidente. In un altro Paese, uno di quelli che occupano le cronache in questi giorni, un tipo così penzolerebbe da una gru da un bel pezzo. Altro che flash, copertine e camera iperbarica.

Jacko se ne è andato. Come sempre accade, da morto tutti i peccati gli verranno rimessi. Ora sarà un grande artista per tutti. La leggenda. Il mito. Immortale, secondo il quotidiano del Vaticano. A seguire: un santo, un martire, un beato.

Ora i giornali e il web faranno un po' di rumore, pubblicando le foto del popolo raccolto in fiaccolate e meste cerimonie, e dicendo quanto ero buono, quanto era bravo. Io, in questa inopportuna santificazione, mi accontento, apparentemente, di poco. Ad esempio, che abbia smesso di nuocere agli indifesi. Eppure mi pare già molto.

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24 aprile 2009

[Recensione] Murderdog, Promo 2009

I milanesi Murderdog ritornano sulle scene, dopo God red rum, con un 3 tracks promo dall'aspetto curato (ottime le immagini) e dai contenuti davvero molto interessanti.
La line up e' consolidata con i veterani Paola (chitarre) e Ale (basso). A Josh sono affidate le growling voices mentre Teto siede dietro alla batteria.
Le primissime note del promo mi hanno emozionato come solo l'intro di "The great southern trendkill" dei Pantera riesce a fare.
I pezzi stupiscono per la complessita' della loro struttura, la potenza sonora e la precisione esecutiva. Chi ha ascoltato il loro gia' ottimo CD di esordio non potra' che constatare una netta maturazione artistica, tecnica e compositiva. I soli di chitarra sono piu' vari e fantasiosi del passato, con un inedito uso di arpeggi e legati.
La sezione ritmica merita un particolare plauso: Ale e Teto lavorano insieme egregiamente, intrecciando un tappeto sonoro che non da' scampo.
C'e' da augurarsi che il Promo aiuti i Murderdog a consolidarsi nella scena core con date, promozione e contratto discografico. I ragazzi hanno lavorato sodo e meritano attenzione.

Murderdog, Promo 2009. Tracklist:
  • Death note
  • Six feet under
  • 'til the end

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14 aprile 2009

Distorsione mentale, on line il primo EP.

I Distorsione Mentale sono un originale combo alternative rock (ma ogni etichetta gli va davvero stretta) che ha appena finito di registrare un bellissimo EP, Nel caso folle. Lo potete scaricare gratuitamente dal loro MySpace, e vi consiglio di farlo perche' ne vale la pena.

Le 4 tracce sono davvero suggestive, un rock piu' maturo dell'eta' anagrafica dei musicisti. Le influenze dichiarate sono i System of a Down, ma certi intro richiamano anche i Marlene Kuntz.

E' rock, hard rock, alternative rock, fate voi. Ci sono arpeggi puliti e distorsioni belle grosse, cambi di tempo, strutture che non ti vengono in mente dall'oggi al domani.

Sui suoni hanno lavorato non poco in fase di registrazione e missaggio, e si sente. Non fatevi ingannare dal player di MySpace, e scaricate le tracce zippate: la qualita' e' decisamente superiore.

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01 febbraio 2009

Mendoza, The Last Dragon.

Ad un anno di distanza da Another Rock 'n' Roll Swindle, il talentuoso e polistrumentista Mendoza ritorna in studio con un nuovo, potente album di rock classico e compatto.
Il CD esprime da subito la maturazione aristica e compositiva del gruppo che, pur non rinunciando ad un sound granitico, si concede qualche variazione sul tema, come la bellissima Spiders (di cui e' presente anche una versione remix).

Rispetto al primo lavoro, la struttura dei brani si fa piu' complessa, varia ed articolata; il nuovo vocalist Valentino Valenti continua nel segno lasciato dal precedente e bravissimo Gabriele Grilli (Doomsword, Thy Majesty, Fury’n’Grace) e consolida l'impostazione classic heavy metal del gruppo. I suoni sono quelli a cui Mendoza ci ha abituati: grezzi e ruvidi nelle ritmiche (che sembrano dire: ok, questo e' il mio suono, e se non ti piace, cambia CD!), potenti e squillanti nei soli. La parte ritmica, estita dalla coppia Mendoza/Tonii T e' potente, ossessiva, a tratti esaltante, e fa intuire un maniacale lavoro di studio.
The Last Dragon e' uno di quei pochi lavori che mi fanno rimpiangere di aver venduto la mia vecchia Ford con l'autoradio Clarion: perche' e' un disco che va ascoltato a volume alto, sfrecciando di notte per le strade deserte, stonando i cori a squarciagola e battendo i pugni sulla portiera.
Se vogliamo trovare un difetto, la copertina un po' naif non entusiasma, ma e' un peccato veniale.
Un grande disco, la testimonianza che in Italia -- se ci fosse posto -- si puo' fare rock originale e di grande qualita'.

The Last Dragon e' pubblicato dal LM Records, e distribuito da Crotalo.com e Masterpiece

Sito web: myspace.com/mendozametal

Tracklist:
01. Rooster
02. The Last Dragon
03. Night By My Side
04. Funkabbestia
05. Spiders!
06. The Lame
07. Thunderbass II
08. Rockin' The World
09. Wall Of Madness
10. Rooster (alternative remix)
11. Spiders! (alternative remix)


Line-up:
Mendoza – bass, rythm guitar
Matteo Carnio – guitar
Luca Campione – lead guitar in Funkabbestia
Valentino Valenti – vocals
Tonii T - drums


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17 novembre 2008

Di ritorno da Second Hand Guitar 31.

Piccolo reportage autobiografico della gita a Second Hand Guitar, un'occasione per stare con gli amici di iamsc più che per guardare e provare chitarre.

Flashato da SHG!



con Donato Grassi, un po' sconfortati



con Paul Weber



con Marinblues



con Paul Weber

con una Fender del 1957

Grazie a Erik e Marinblues per le foto.

Qui, qui e qui ce ne sono molte altre.

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13 novembre 2008

Chitarra, Wii e MIT.

Questo studente del MediaLab del MIT utilizza un controller della Wii attaccato alla sua Strato per ottenere effetti e suoni davvero particolari.
Alcuni sono poco applicabili, ma su bending, vibrati e divebomb dà ottimi i risultati.
Altro che Guitar Hero!

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04 novembre 2008

Irene La Medica, Ragazzo del sud

Bellissima cover di quel capolavoro che è American Boy interpretata da Irene La Medica, la voce sensuale di Radio Dee Jay.

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15 ottobre 2008

Hey Joe electro-acoustic version (feat. Donato Grassi).



A couple days ago, while checking my FaceBook, I challenged Donato Grassi, aka DDGuitar, to record our version of Hey Joe. Donato, who's a great guitar player and a good friend, accepted to play the guitar with me.

So he came to my crib, had a seat in front of my HandyCam, picked up my Epiphone Les Paul Custom Plus and started kicking ass as usual.

I wouldn't be honest if I wrote that I made my best to play the rhythm with my Ibanez acoustic guitar-- let's say I tried not to do so many mistakes.

Anyway, I hope you'll enjoy this take and post your comment on YouTube. Thanks for watching it!

_______

I would like to thank Donato Grassi for delivering an intense, inspired vibe, and for being a trusted friend. All the best!

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30 settembre 2008

OpenUp Quartet, piccolo reportage.

Sabato sera sono andato a sentire il mio amico Roberto Dati che suonava con il suo OpenUp Quartet alla Maison Musique di Rivoli e ne ho approfittato per fare qualche scatto al volo.

clicca per andare al reportage

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24 agosto 2008

Suitcase, una canzone per andare e per tornare.


Dalla prossima settimana, salvo contrordini, inizieranno le mie trasferte a Venezia. Sto affrontando il conto alla rovescia sospeso tra l'entusiasmo e la malinconia. Complice, forse, la solitudine di questi giorni.
Quando le cose stanno così, non c'è altro rimedio che prendere la chitarra e suonare. Potete giurarci.
Ho dedicato un paio d'ore di questa domenica a registrare un semplice brano. Spero che, sotto la crosta degli errori, si senta anche il mio cuore che batte.
I vostri commenti mi aiuteranno a migliorare. Grazie e buon ascolto.



Clicca sull'icona per scaricare Suitcase.

Per gli amanti dei dettagli tecnici.
Le tracce sono state registrate con il fido Audacity. Chitarre: Ibanez EW acustica senza effetti, collegata direttamente alla scheda audio E-MU 0202, e Epiphone Les Paul Custom, collegata al Line6 Pocket Pod (patches: Less insane per i bicordi e Twangy drive per i solo). La base è stata creata con un sequencer Yamaha.

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18 luglio 2008

Death Magnetic, il nuovo album dei Metallica e le deluxe editions.

Chi ha seguito i miei scoop sul nuovo album dei Metallica sarà lieto di leggere queste righe.

Un incomprensibile sito (forse danese) ci svela che, oltre alla confezione standard del nuovo album dei Metallica, il quaretto ha annunciato che a settembre sarà disponibile una De Luxe edition, una sorta di busta sorpresa con ogni ben di dio. Ecco che cosa conterrà:
  • 1 "Death Magnetic" CD (exclusive digipack version)
  • 1 CD with demos of songs from "Death Magnetic" (10 songs)
  • 1 "Making of `Death Magnetic`" DVD featuring never-before-seen material
  • 1 exclusive "Death Magnetic" t-shirt (only available with the box set)
  • 1 "Death Magnetic" flag
  • A set of "Death Magnetic" guitar picks
  • 1 fold-out, coffin box, poster with pictures of the band members
  • 1 -USB memory stick with METALLICA logo (enables Digital download of "Death Magnetic" album)
Ma io ne so una più del diavolo. Eh sì.

E, grazie ad una mia fonte, molto vicina ad una vecchia zia messicana di Truijljio (o come diavolo si scrive), ho saputo che in ottobre verrà rilasciata una Gold Extra De Luxe limited edition.

L'ottuagenaria ma ancora lucida vecchina, tra un sorso di tequila con verme e un morso al panino con peyote, ha riferito al mio confidente che la limited edition sarà confezionata in un grosso sacco di juta polveroso* e conterrà, nell'ordine:
  • 1 copia masterizzata di Death Magnetic, con alcune tracce che saltano e il titolo scritto a pennarello da Hetfield (possibili errori di ortografia)
  • 1 t-shirt nera indossata da Hammet per cambiare il pannolino al neonato
  • 1 t-shirt nera indossata da Hetfield per spurgare il pozzo nero della sua villa di Malibu
  • 1 t-shirt nera indossata da Newsted per pulire il vomito di Hetfield in un motel di Stockton, CA
  • un effetto personale di Newsted, a caso, sottrattogli dagli altri tre membri del gruppo mentre era impegnato a pulire il vomito di Urlich.
  • 1 DVD porno, roba vecchia degli anni 90
  • 1 paio di mutande bianche indossate da Hetfield durante un attacco di diarrea durato 3 giorni e causato da un'indigestione di zuppa di granchio a San Francisco (fino ad esaurimento scorte)
  • 1 poster stropicciato di Samantha Fox o di Magic Johnson (a seconda delle disponibilità)
  • una cassetta TDK-60 contente le registrazioni dei migliori rutti di Urlich compreso l'inno nazionale ruttato
  • una lattina di birra, vuota
  • un'altra lattina di birra, vuota.
La preziosa edizione, firmata e numerata (solo 99 esemplari), si potrà acquistare a partire dal 1° ottobre sul sito dei Metallica a soli 199$ per il mercato americano e 299€ per l'Europa (Hetfield, che dei 4 era il più bravo a scuola, ha curato personalmente il cambio delle valute dopo aver imparato l'esatta posizione dell'Europa sul mappamondo).

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* Fino ad esaurimento scorte. Packaging alternativi: busta di carta WalMart, sacchetto della lavanderia di un motel di Chicago, scatola da scarpe Nike, niente. In quest'ultima opzione, il materiale acquistato sarà gettato direttamente in una cassetta postale o in una discarica di Los Angeles, a discrezione di Hetfield.

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10 luglio 2008

Detestor live al Dracma MetalFest: il video.

Ed ecco, finalmente uploadato su YouTube, il video registrato al ceoncerto - reunion dei Detestor al Dracma MetalFest di Collegno, Torino, il 28 giugno scorso.
Ancora un grande grazie a Ale, Paola, Rigel, Jaiko e Loris per la serata eccezionale!

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30 giugno 2008

Detestor, Live in Torino 28.06.2008.


Colonia Sonora quest'anno ha ospitato il Dracma MetalFest, una manifestazione per celebrare i 20 anni di attività della Dracma Records di Torino e per presentare i gruppi che negli anni hanno provato, suonato e inciso CD con l'etichetta torinese.
Al MetalFest si sono esibiti anche mostri sacri come gli Elektradrive, ma io sono qui per parlarvi di un altro gig: il secondo e (probabilmente) ultimo live dei Detestor, riformatisi per questa occasione.
I ragazzi salgono sul palco dopo i concittadini Geminy. Rigel dietro le pelli, Ale ripassa, Paola e Loris affilano le asce, Jaiko si concentra. Io mi emoziono. Da non crederci. Non li vedo dal vivo dal '96, mica una settimana fa. Addosso ho una loro vecchia t-shirt nera e viola.

Una manciata di secondi per completare il sound check, aiutati dal patron della Dracma Giancarlo, e lo spettacolo ha inizio.

Non importa se sul prato c'è la folla oceanica dei loro tour europei degli anni 90 (Germania, Plonia...) o se ci sono un centinaio di bangers, forse meno; né che tutti i kids che hanno potuto, in quel momento stanno pogando sotto il palco del Gods. I Detestor, prima di tutto, sono dei professionisti e danno tutto al pubblico, senza contare le teste.

Non importa. Jaiko prende il microfono, e. 

E GRIDA. FORTE. GRAZIEEEEEE TORINOOOOOOOOO. Riverbero a 11. Dai, che ci siamo.

I ragazzi partono, precisi, violenti, entusiasti, a volume alto; parte Rigel con il suo timbro che è quasi un marchio di fabbrica, e si susseguono I have the power, Clear the world, Life goes. I riff li so ancora a memoria. Non sono il solo: ai ritornelli canto in coro con qualche coetaneo.

I Detestor corrono veloci, inseriscono intermezzi lenti, arpeggi puliti, poi riprendono, spremendo l'impianto audio. Da sotto è uno spettacolo della natura. Jaiko corre per tutto il palco, Alessandro salta, pare instancabile. La doppia cassa di Rigel? Uno così lo senti raramente, pure sui dischi. Sono una forza bruta che coinvolge. Che ti obbliga a saltare e a fare il gesto un po' vintage delle corna. Anche i tecnici delle luci hanno fatto un bel lavoro scenografico, tra strobo e spot che mettono in evidenza sudore e tatuaggi.

I pochi pezzi a disposizione (per consentire a tutti i gruppi della scuderia Dracma di calcare il palco) passano in fretta, davvero in un lampo, ma ho già perso la voce gridando Life Life Goes. Da sopra Jaiko e Ale sorridono. Difficile credere che si stiano divertendo. E infatti, mi diranno, hanno suonato con problemi ai monitor, andando quasi a memoria, ma senza sbagliare una fottuta nota.E sotto, sotto il sound è una bomba, parola. Grande e grosso, ben bilanciato, ogni strumento ha il proprio spazio.

Chiudono lo show, e che show, ringraziando tutti, Torino, la Dracma, Carlo e Giancarlo, senza tirarsela. Loro, tra i pochi metal combo italiani con 1 EP, 2 CD e un tour europeo alle spalle.

Quando escono dal backstage vado a salutarli, uno per uno. Non sembrano passati 12 anni quando scherzano sulla mia t-shirt Detestor che loro non hanno più, e vanno al bar per un paio di birre. Jaiko si fa una risata. Rigel mi racconta con modestia che sta lavorando a qualche traccia. Paola appare e scompare. Niente divismi, anche se ora su qual palco stanno suonando gli Elektradrive, non degli improvvisati.

GRAZIE DETESTOR. Lo scrivo col riverbero a 11.

******

PS. Già che c'ero ho fatto il video. Vabbe', con mezzi di fortuna, e solo qualche pezzo, perché il concerto volevo vederlo saltando, mica reggendo la Handycam. Se i ragazzi mi danno l'ok, lo metterò a disposizione per il download dal mio sito. Stay tuned.

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27 giugno 2008

I Detestor al Dracma Metal Fest (Torino).

Secondo e ultimo (quindi imperdibile) appuntamento live dei Detestor, in formazione temporanea per celebrare i 20 anni della Dracma Records di Torino, sabato 28 giugno al Parco della Certosa Reale di Collegno (TO). La performance sarà all'interno del Dracma Metalfest. Qui e qui tutte le info.

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16 giugno 2008

Cavalera Conspiracy, Inflikted. Il ritorno di Max e Iggor Cavalera.

Dopo una lunga assenza dalla scena metal e non poche peripezie, tornano i creatori dei Sepultura, i fratelli Max e Iggor Cavalera con un nuovo progetto: Cavalera Conspiracy.

Il CD era in offerta speciale alla FNAC e l'ho comprato sulla fiducia, senza saperne nulla né averne letto uno straccio di recensione, ed è stato un acquisto fortunato.

Inflikted è un album potente, granitico, che unisce il meglio del sound etnico e a tratti tribale dei Sepultura con un metal pesante e veloce. Mark Rizzo (ex chitarrista Ill Nino) è entrato a far parte della line up e contribuisce con soli ultra tecnici che si incastrano alla perfezione nelle ritmiche di Max Cavalera.

Consigliato a tutti gli headbangers che si sono sentiti orfani dei Sepultura.

Track list

  1. "Inflikted" - 4:32
  2. "Sanctuary" - 3:23
  3. "Terrorize" - 3:37 (Dedicated to the memory of Jesse Pintado, of Terrorizer and Napalm Death, in the lyric booklet)
  4. "Black Ark" - 4:54
  5. "Ultra-Violent" - 3:47
  6. "Hex" - 2:37
  7. "The Doom of All Fires" - 2:12
  8. "Bloodbrawl" - 5:41
  9. "Nevertrust" - 2:23
  10. "Hearts of Darkness" - 4:29
  11. "Must Kill" - 5:56

All lyrics written by Max Cavalera, except "Black Ark", written by Max Cavalera and Ritchie Cavalera. All music written by Max Cavalera, except "Ultra-Violent"", written by Max Cavalera and Joe Duplantier.

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13 giugno 2008

Murderdog, God Red Rum.

Dopo un lungo periodo di assenza dalla scena metal italiana, il nocciolo duro dei Detestor (Alessandro e Paola) è tornato in studio con il gruppo Murderdog per incidere 8 micidiali tracce di genuino death metal, caratterizzato da suoni aggressivi e ritmi incalzanti. God Red Rum, pubblicato dall'etichetta Dracma di Torino, è un lavoro maturo e altamente professionale, frutto dell'indubbio talento musicale dei ragazzi e della loro lunga esperienza, onstage e in studio, che affonda le proprie radici negli anni 90.

Rispetto ai precedenti lavori dei Detestor, nel lavoro dei Murderdog si apprezzano senz'altro una maggiore creatività compositiva nei riff di chitarra di Paola, una struttura più complessa e varia dei brani e il cantato melodico alternato al growl. Personalmente avrei visto bene anche qualche solo di chitarra tra un riff e l'altro.

Ma più di tutto mi colpisce la ricercatezza e la qualità generale dei suoni strumentali, dalle chitarre che abbandonano le distorsioni estreme per un bel drive potente e definito, alla batteria, equilibrata e precisissima. Una nota sul missaggio: nell'ascolto in cuffia sembrano un po' sacrificate le parti di basso che richiedono altoparlanti di dimensioni generose per emergere nella loro dinamica.

God Red Rum è un ascolto interessante, a tratti impegnativo per la complessità di alcuni brani, senz'altro gratificante. Il suo maggior pregio è forse la varietà degli stili compositivi (sempre nell'ambito del genere) e la citata alternanza tra parti melodiche e parti decisamente più dure, con un giusto equilibrio tra adrenalina e introspezione.

Infine, il packaging è abbastanza curato, con una grafica di stampo professionale che non eccede in dettagli truculenti (che spesso abbondano in queste pubblicazioni); il booklet è molto parsimonioso di informazioni: non sono presenti i testi dei brani e nella line-up, come di consueto, troviamo i soli nomi (o soprannomi) dei musicisti.

God Red Rum è in vendita presso Masterpiece Distribution ad un prezzo più che popolare. Supportate la scena!


Murderdog, God Red Rum (Dracma 2007)

Tracklist:

01-STOMACH FORCEPS
02-TOOTH INERTIA
03-FISTFUCK
04-MOSQUITO BITE
05-ST. PETER'S KEYS
06-THE RED LINE
07-I'M NOTHING
08-VIBRO

Line-up:

Ale: vocals
Paola: guitar
Ale: bass
Teto: drums

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06 giugno 2008

Metallica, il dibattito continua.


Il mio ironico (sì, era ironico) post sui Metallica continua a far discutere gli internauti e i lettori del mio blog, e questo non può farmi che piacere perché il dialogo è l'anima della crescita e della democrazia.

Poco importa se i 2/3 dei commenti al post sono insulti rivolti ai miei parenti fino al settimo grado e messaggi dove le K sostituiscono senza pietà le C.

Ho provato molte volte a puntualizzare che, essendo ormai grandicello, ho conosciuto i Metallica praticamente dal loro secondo album, e che negli ultimi vent'anni li ho ascoltati, cantati, indossati, visti dal vivo e penosamente suonati fino allo sfinimento.

Ma niente: ogni dieci minuti dai banchi delle scuole medie arriva qualche brufoloso e sboccato elemento che vuole insegnarmi e impormi cosa scrivere sui Metallica.

Ormai lascio correre. Non posso pretendere che la scintilla dell'ironia splenda in tutte le giovani menti che surfano il web cercando notizie sui loro ormai butterati e bolsi paladini del metallo.

Tuttavia, nel mare magnum degli insulti gratuiti, c'è anche chi -- complice l'età -- esprime con garbo il proprio punto di vista e motiva un eventuale dissenso. Per la serie riceviamo e volentieri pubblichiamo, ecco il bel messaggio che ho trovato nella mailbox questa mattina:
Ciao Pippo, sono Roberto, ho 38 anni e ti scrivo dalla provincia di Bergamo zona lago d'Iseo per intenderci. Questa sera per caso ho letto dei commenti sulle ultime produzioni dei Metallica rilasciati nel tuo blog dove ti sei un po' "beccato" con un altro tizio per delle cose che tu hai scritto sui "Ragazzi" che avevano un poco l'aria dello sputtanamento,o almeno così l'ha presa il nostro cavaliere senza macchia che ha subito ingaggiato una crociata nei tuoi confronti.

Beh io volevo solo farti sapere che secondo me avete un pochino ragione entrambi nel senso che tu hai scritto in senso ironico anche se un po' pesante manifestando la tua delusione (che è pure lamia visto che li seguo dal primo disco) per dei veri e propri miti del metal della nostra epoca ormai dispersi da anni in qualche landa desolata,mentre il crociato ti ha subito aggredito difendendoli col discorso dell'età, che a mio avviso ha si un pochino di senso, però è anche vero che altra gente anche più datata continua imperterrita a fare fuoco e fiamme quasi come un tempo.

Va beh dopo averti rotto i coglioni con tutta questa chiacchierata spero che tu sia con me nel confidare in un ritorno dalla landa dei nostri "Horsemen" e che finalmente ci diano qualcosa che somigli un po' allo stile Metallica e che ci faccia sperare in un pensionamento ancora accompagnati dal loro metal.

Ah dimenticavo,se dopo letto tutto questo mi vuoi mandare affanculo domandandoti "che cazzo vuole questo....." sappi che approvo anticipatamente.

Ciao e viva il metal,quello pesante pesante.
Caro Roberto,

grazie per avermi scritto. Non riceverai alcun vaff..., epiteto che lascio a quel mezzo comico di Beppe Grillo. Ci mancherebbe.

In più occasioni ho detto e scritto che -- è solo la mia opinione -- l'ultimo buon lavoro dei Metallica è And justice for all. Dal Black album in poi hanno perso rabbia, tiro, capacità innovativa e creatività compositiva. Ciò non scalfisce il mio viscerale amore per i primi 4 album e in generale la stima per questo gruppo, nonostante i comportamenti deprecabili nei confronti dell'ex bassista (colpevole solo di non essere Cliff Burton).

Ai Metallica auguro tutto il bene possibile per il nuovo album in gestazione. Lo ascolterò senza pregiudizi ma non nutro nemmeno troppe speranze: Load, Reload e St. Anger mi hanno fatto abbastanza schifo. A mio modo di vedere, i Four Horsemen possono solo migliorare.

Ciao e grazie

Pippo.

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04 giugno 2008

Murderdog, il metal italiano rinasce dall'esperienza Detestor.

Uno dei vantaggi e dei privilegi di avere un sito è la visibilità sulla Internet e la possibilità di essere rintracciato, di solito con buone intenzioni.

Dopo l'articolo pubblicato sulla reunion dei Detestor, mi ha contattato Alessandro, storico membro fondatore, bassista e background vocalist del combo genovese per ringraziare (ci mancherebbe, Ale!) e per segnalarmi che l'esperienza e il sound dei Detestor non sono terminati ma continuano con un i Murderdog (la foto è la copertina del CD God Red Rum), un nuovo progetto musicale nato sotto l'egida benevola dell'etichetta Dracma Records di Torino.

Spero di poter recensire a brevissimo questo CD che attendo dai tempi di Red Sand, l'ultimo lavoro dei Detestor.

Nel frattempo vi ricordo che potete acquistare God Red Rum presso Masterpiece Distribution ad un prezzo più che popolare. Supportate la scena!

Murderdog - God Red Rum

1-Stomach forceps
2-Tooth inertia
3-Fistfuck
4-Mosquito bite
5-St.Peter's keys
6-The red line
7-I'm nothing
8-Vibro

Line up

Ale-vocals
Paola-guitar
Ale-bass
Teto-drums

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03 giugno 2008

Le ceneri di un altro Gramsci.

Forse è troppo scomodare Pasolini per ricordare Kurt Cobain. Ma chi ha più o meno la mia età, è vissuto nel momento del massimo splendore, del declino e della morte di una delle icone incontestabili del rock moderno. Poeta raffinato, ironico e malinconico, Cobain protestava giustamente quando i media lo descrivevano come portavoce di una geerazione: era una responsabilità che le sue spalle ricurve e doloranti non potevano e volevano portare.

La sua musica, narrazione del proprio vissuto non priva di un contagioso autocompiacimento, ha finito per rappresentare involontariamente la voce di una generazione rimasta afona molto a lungo, in uno scenario musicale asfittico anche per colpa di un'industria discografica poco attenta e innovativa.

La parabola autodistruttiva del leader dei Nirvana, iniziata con l'abuso di ogni stupefacente, proseguita con uno sciagurato matrimonio e alcuni atterraggi sulla batteria di Grohl, è finita, come noto, con una fucilata in testa: quel proiettile calibro .22 lo ha consegnato, volente o nolente, all'Olimpo dei poeti maledetti.

Un matrimonio sciagurato, ho scritto. Se da un lato Kurt ammetteva che Courtney Love era l'unica donna che aveva veramente amato, io sono tra quei fan che ritiene che la signora Love sia tra le cause del declino di Cobain, o almeno della perdita di quella freschezza compositiva della sua vita di single.

Non basta che Love abbia tratto un indubbio vantaggio dalla morte del marito. Coerente con la sua incapacità di rispettarne l'eterno riposo, pare che si sia pure fatta rubate le ceneri del musicista, che conservava (chissà con quale cura) in una scatoletta.

Forse è meglio così. Una mente tanto aperta non poteva restare chiusa in uno spazio angusto. Speriamo solo che ora qualche altro sciagurato non metta all'asta le ceneri di Cobain o ne chieda il riscatto. Sarebbe troppo anche per lui che fece dell'autodistruzione e della mortificazione di se stesso una bandiera, uno stile, una ragione

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12 maggio 2008

Tornano i Detestor!

Apprendo ora da un commento di un anonimo lettore una notizia per me (e per molti) sensazionale: i Detestor, storica band metal genovese, si sono riformati con la line-up originaria [Jaiko (voce), Fox e Loris (chitarre), Ste (basso), Rigel (batteria), Cronos (tastiere)] e si esibiranno al Festival delle periferie (Sestri ponente, Genova) domenica 1 giugno.

Ecco la locandina del Festival delle periferie:

Chi segue il mio blog, sa che ho citato in alcune occasioni i Detestor, un gruppo che ho seguito con passione dal loro primo album, pogando e sudando ai loro straordinari concerti; ma anche un gruppo di ragazzi comunissimi e simpatici che non hanno mai lesinato una battuta e una stretta di mano dopo il concerto.

Anni dopo il loro scioglimento, ho incontrato casualmente alcuni membri (Rigel a Genova e Alessandro ad alcuni concerti) ed è stato quasi emozionante. Sono molto contento che i ragazzi si siano riuniti e siano tornati a scrivere e suonare musica.

Commenti, integrazioni, segnalazioni, conferme e contatti saranno benvenuti!

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29 aprile 2008

Ibanez EWC30 QHERLG1201, chitarra acustica serie Exotic Wood.



Durante il mio breve viaggio a Las Vegas, mi sono regalato una chitarra acustica per sostituire la mia vecchia Aria AW200 venduta ad un amico.

Sono andato da Guitar Center e ho provato quasi tutte le chitarre acustiche nella fascia 500 euro disponibili in negozio (non un'infinità, se vogliamo essere pignoli). In realtà avrei preferito acquistare una Art & Lutherie o una Seagull S6, ma non erano disponibili. Questa Ibanez della serie Exotic Wood vi si avvicina abbastanza per suono e comodità di manico.

Tornato in Italia, la prima sorpresa è che non conviene comprare chitarre giapponesi in America perché in Italia costano poco meno. La seconda è che questo modello non appare né sui cataloghi né sui siti Ibanez, nel cui forum apprendo che si tratta di un modello esclusivo per Guitar Center, e che ha una piccola schiera di appassionati.

Ho anche contattato i ragazzi di Mogar, sempre disponibilissimo (grazie!) che mi hanno confermato che si tratta di un prodotto per il mercato americano e che ha le seguenti caratteristiche:

-Modello: EWC 30 QHE
-Corpo: Mini EW Body w/ Cutaway
-Top, fondo e fasce: Mogano
-Manico: Mogano
-Rosetta: Abalone
-Meccaniche: Ibanez chrome Die cast tuners
-Pickup: B band UST
-Preamp: AEQ-SRTn con notch filter e accordatore on board.
-Uscite: ¼” ed XLR
-Finitura: Resonant Low gloss finish

Come si vede dalle foto, il top è molto figurato e la verniciatura satinata contribuisce alla naturale brillantezza del tono. L'elettronica è interessante e di discreta qualità. La vera pecca di questa chitarra sono le meccaniche: poco precise, molto economiche, da sostituire. Anche la finitura economica della paletta è un aspetto che non mi ha soddisfatto. Confrontata con la mia vecchia Aria (prodotto nel 1993 in Korea) si nota un livello di finiture un po' povero per questa fascia di prezzo.
Ma alla fine il suono e suonabilità hanno fatto pendere la bilancia per l'acquisto.

Il suono unplugged, come detto, è tra i più interessanti che ho potuto provare in questa fascia di prezzo, secondo solo alle canadesi sopra citate, e superiore a mio avviso alle Yamaha serie APX anche più costose. Il ponticello e la stuttura del ponte danno un ottimo angolo di attacco alle corde. La cassa di dimensioni ridotte non mortifica il volume. Anche con scalature leggere, c'è equilibrio tra bassi, alti e acuti.
Amplificata dà una restituizione molto naturale del suono acustico, grazie alle regolazioni del preamplificatore SRT. Il piezo c'è e si sente, ma solo chitarre molto piu costose hanno anche un piccolo microfono preamplificato a bordo e il mixer tra i volumi del piezoelettrico e del microfono.

Insomma, un acquisto soddisfacente anche se "disturbato" dalla politica Ibanez di non divulgare informazioni su questo modello.

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11 aprile 2008

Ladro di note.

Ieri sera ho registrato questo clippettino con qualche idea, molti errori e un rig minimal:

Les Paul -> Line6 Pocket Pod con preset Jazz clean (compressor + reverb) -> scheda audio -> Audacity.


clicca per scaricare Ladro di note.

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10 aprile 2008

Mendoza - Another Rock 'n' Roll Swindle Limited Edition (2007)


Mendoza torna sulla scena con la Limited Edition , la versione definitiva del suo già recensito album Another Rock 'n' Roll Swindle.
Il CD, pubblicato da Primula Records, è arricchito da 3 nuove tracce (Thunderbass, Three minutes to dunwich e Blood screams vengeance) che danno ulteriore forza e compattezza ad un album già potente e arrabbiato.
Thunderbass
è uno schiacciasassi per quattro corde, una vera perla degna di artisti del calibro di Cliff Burton per l'uso estroso del basso.
I suoni sono sempre grezzi e brutali: qui c'è solo rock 'n' roll sparato a 11 di volume, niente fronzoli, niente ricercatezze. Musica dura e pura che non scende a compromessi con scappatoie commerciali per un passaggio in FM.
Mendoza si conferma un maturo songwriter, sempre precisissimo nell'esecuzione ed esigente nelle collaborazioni, tutte di alto livello, dalle chitarre di Matteo Carnio alla voce di Gabriele Grilli.

Alcuni brani del CD si possono ascoltare sul MySpace di Mendoza.

Another Rock 'n' Roll Swindle è in vendita e si può ordinare scrivendo a: mendozas@libero.it

Track list:
  1. R'n'R swindle
  2. words and words
  3. into the void
  4. wasted time
  5. point of no return
  6. overload
  7. thunderbass
  8. three minutes to dunwich
  9. blood screams vengeance
Line up:
  • Mendoza: Bass, Guitars
  • Gabriele Grilli: Vocals, Backing Vocals
  • Tonii T: Drums
  • Matteo Carnio: Lead Guitars, Harmonies
  • Massimiliano "Ozzy" Di Pasquale: Lead Guitars on "Rock'n'Roll Swindle"
  • Daniele Colombo: Lead Guitars on "Point of no Return"

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20 marzo 2008

Perché alla fine le cose semplici sono anche le più belle.



Marie Digby, Say it again. Ad aprile esce il suo CD. Lungi dal farle pubblicità, ma è dai tempi della primisima Jewel che non sentivo dei pezzi così.

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03 marzo 2008

Addio a Jeff Healey.


La settimana inizia con la brutta notizia della morte di Jeff Haley.

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28 febbraio 2008

Banner commemorativo per Glen: il codice.



Grazie a tutti gli amici di iamsc e di Accordo per aver partecipato all'iniziativa del banner per Glen. Il banner proposto da Piccolo Falco, che ringrazio per il lavoro e la sensibilità, ha riscontrato molto favore (non voglio parlare di voti!)

Qui potete visualizzare e scaricare il codice per la pubblicazione del banner nei vostri siti, blog e profili MySpace. Il banner, in formato .gif, è disponibile in 3 dimensioni:
  • Large 800 x 124 pixel
  • Lead 728 x 113 pixel
  • Full 486 x 75 pixel
Il banner è cliccabile e apre, in un'altra pagina o scheda del browser, il profilo MySpace italiano di Glen.

Per la pubblicazione è sufficiente scegliere uno dei 3 formati, copiare la relativa riga di codice e incollarla nella parte della vostra pagina web dove desiderate che sia visualizzata.

Per problemi e commenti, potete scrivermi.

A tutti, grazie di cuore.

PS: sto ospitando i 3 banner sul server che uso per l'hosting del mio sito. Considerando le ridotte dimensioni in kb delle 3 immagini, non credo ci siano problemi di banda (che si traducono in difficoltà di visualizzazione sui vostri siti), ma se dovessero verificarsi, provvederò a trovare un hosting alternativo.

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25 febbraio 2008

Vendo Aria AW-200 AV elettroacustica.

Vendo chitarra acustica elettrificata dreadnought Aria AW-200 AV del 1992 (numero di serie 92xxxxxxx), colore sunburst. La chitarra è stata dotata di pickup piezoelettrico ed è in condizioni estetiche e funzionali molto buone. Il prezzo è di 120 € con custodia morbida. Il solo piezo mi è costato più di 80 € e ho montato una muta di corde nuove. Consegna a mano a Torino e Genova.
Qui tutti i dettagli e le foto d alta risoluzione.

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22 febbraio 2008

Nuovi banner commemorativi per Glen.

AGGIORNAMENTO:
Ho appena ricevuto per email due nuove proposte di banner realizzate da Fabiana (fafariata) che ringrazio molto. Sono il numero 7 e il numero 8. Cliccando sulle immagini è possibile ingrandirle.


Per esprimere la propria preferenza, basterà indicare il numero corrispondente.
La proposta che otterrà maggiore gradimento su i.a.m.s.c. sarà postata in veste definitiva (con link al profilo MySpace di Glen) in versione di codice da inserire nel proprio sito web, blog o profilo di MySpace e correttamente dimensionate.
Un grazie particolare a Davide, autore della foto di Glen scattata durante la 27ma edizione di Second Hand Guitars.

1. by taxidriver

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2. by taxidriver

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3. by taxidriver

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4. by dissident

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5. by Piccolo Falco

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6. by Fafariata

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7. by Fafariata

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8. by Fafariata

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21 febbraio 2008

Banner commemorativo per Glen.

AGGIORNAMENTO:
Ho appena ricevuto per email due nuove proposte di banner realizzate da Fabiana (fafariata) che ringrazio molto. Sono il numero 7 e il numero 8. Cliccando sulle immagini è possibile ingrandirle.


Per esprimere la propria preferenza, basterà indicare il numero corrispondente.
La proposta che otterrà maggiore gradimento su i.a.m.s.c. sarà postata in veste definitiva (con link al profilo MySpace di Glen) in versione di codice da inserire nel proprio sito web, blog o profilo di MySpace e correttamente dimensionate.
Un grazie particolare a Davide, autore della foto di Glen scattata durante la 27ma edizione di Second Hand Guitars.

1. by taxidriver

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2. by taxidriver

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3. by taxidriver

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4. by dissident

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5. by Piccolo Falco

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6. by Fafariata

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7. by Fafariata

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8. by Fafariata

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