07 ottobre 2009

James Frey, Buongiorno Los Angeles.



Non fatevi trarre in inganno da quella piccola scritta sulla copertina che dice ROMANZO. Buongiorno Los Angeles non è un romanzo o, meglio, non è solo un romanzo. Frey, giustamente osannato dalla critica, rompe con gli stili propri della narrativa e propone una struttura innovativa in cui quattro storie principali, popolate di personaggi dolenti e destinati a soccombere al proprio destino o accecati dalla propria onnipotenza, si intrecciano con altre storie minori (sovente appena accennate) e con una gustosa aneddotica capace di trasformare questo volume in un saggio di sociologia urbana, in un resoconto di storia contemporanea, in una rubrica di stranezze e curiosità.

Con il suo fascino perverso e le sue 330 giornate di sole all'anno, Los Angeles, multiforme, tentacolare, perennemente attraversata da un flusso di automobili e persone, attrae nel suo ventre tutto il campionario umano, uomini, donne e ragazzi i quali, più o meno legalmente, lasciano la loro città o il loro Paese per tentare la fortuna lì, sotto il cielo della città degli angeli, lasciandosi alle spalle mille vite diverse, confluendo come un fiume in piena in una moltitudine di etnie, religioni, classi.

Ma non a tutti va bene. Anzi, sia detto a chiare lettere: questa è una città (o, se preferite: questo è un libro) che si fa pochi scrupoli, non conosce pietà, non perdona niente e nessuno. Buongiorno Los Angeles è un libro vero come la vita perché quasi sempre sono i cattivi a vincere mentre i buoni, i deboli e i miti soccombono, sconfitti, umiliati, uccisi.

E' un libro che raccomando a chi vuole farsi un'idea di questa metropoli al di fuori dagli schemi patinati e dai cliché hollywoodiani. Buongiorno Los Angeles è un testo importante per conoscereda dentro l'altra faccia del sogno americano: quello da cui, nel migliore dei casi, ci si sveglia consapevoli di aver fallito e di aver perso tutto e, in molti altri casi, non ci si risveglia mai più.

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Buongiorno Los Angeles
di James Frey
TEA, 555 pagine, 16,60 euro

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02 ottobre 2009

So what. SO WHAT?

non ho piu' scritto molto. anzi, quasi zero. ne ho ben d'onde, ci ho i miei sacrosanti motivi. per questo breve aggiornamento non usero' nemmeno le maiuscole. ci ho i miei sacrosanti motivi.
lasciate che ve lo dica: qualche kilometro l'ho fatto. eppure, le distanze... e' come se non riuscissi a rassegnarmi.
invece dovrei essere cosi' onesto e coraggioso da fermarmi un attimo, tirare un respiro profondo e ammettere a me stesso che ho perso un sacco di persone e di legami e che non c'e' niente, ma proprio niente, che io possa fare per tornare indietro.
e' solamente il ragionevole e necessario prezzo che deve pagare chi e' lontano? oppure ho commesso cosi' tanti sbagli?
distanze, distanze. eppure, qualche kilometro l'ho fatto.
cambiamo discorso, che pero' in qualche modo c'entra perche' di strade e di distanze si parla diffusamente.
sto leggendo Buongiorno Los Angeles di James Frey, libro che ho acquistato -- perche' negarlo -- per il titolo e l'ambientazione (l'antica, mai sopito amore per la metropoli californiana) e accidenti se meritava l'acquisto. di cosa tratta, scopritelo nelle recensioni, io poi postero' la mia qui sul blog. non e' un romanzo e nemmeno un saggio. e' un po' entrambe le cose, e questo lo rende gia' meraviglioso. voglio dirvi che rientra nel numero ristretto di quei libri che non vorrei che finissero, o che almeno continuassero ancora un po'. Come mio uso e costume, consigli non ne do mai. Quindi se vi va di leggerlo, bene. Fate voi.



ma non era di libri che volevo scrivere. in realta' non volevo scrivere proprio niente.
volevo (e voglio), come al solito, tenermi tutto dentro. per fortuna, questa e' casa mia e posso fare quello che voglio.
so what.

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